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Il pensiero delle donne sulle donne: Virginia Woolf

Il pensiero di Virginia Woolf sulle donne è esplicitato nelle sue due opere saggistiche Una stanza tutta per sé (1929) e Le tre ghinee (1939), nelle quali si sofferma sull'analisi dell'estraneità in cui sono tenute le donne rispetto alla cultura e nell'elaborazione di un modello di azione femminile che sia differente da quello maschile.

La suggestione del suo pensiero è data, da una parte dall'analisi che essa fa delle condizioni di vita delle donne – anche delle aristocratiche – costrette per secoli, e per lo meno fino al Settecento ad avere di rado il tempo o la disponibilità di autonomia per scrivere e per studiare, subordinate com'erano ai padri ai mariti ai fratelli, e dall'altra dalla ricostruzione del ruolo sociale maschile che proprio dall'inferiorità della donna traeva potere.
Nel saggio Le tre ghinee la Woolf si sofferma sulla necessità di superare le conquiste liberal-democratiche, che le donne avevano ottenuto a partire dagli ultimi decenni del XIX secolo, per elaborare un modello tutto femminile in cui i valori dominanti non fossero la guerra, il predominio, la competitività, ma piuttosto la collaborazione e l'arricchimento culturale.

Essa sostiene, con esempi diversi, nelle tre parti del libro la necessità delle donne di non essere uguali agli uomini ma di salvaguardare la propria differenza pur giungendo agli stessi risultati e superando ogni discriminazione; essa sostiene la necessità di trovare nuove parole e nuovi metodi che permettano alle donne di non entrare nella società degli uomini, cioè, di non assumerne linguaggio e modelli, pur condividendone il fine.

Il titolo Le tre ghinee è relativo all'incipit del libro nel quale Virginia Woolf immagina di rispondere a un avvocato pacifista che le chiedeva con quali iniziative intervenire contro la guerra imminente e proponeva tre possibilità: scrivere sui giornali in favore di un'associazione pacifista, iscriversi all'associazione o offrirle un contributo in denaro. La Woolf supponendo di poter spendere tre ghinee, appunto, esamina punto per punto ciò che dovrebbe fare una donna proponendo la costruzione di una società femminile, anziché accettare la richiesta di partecipazione alla “società maschile” che veniva dall'avvocato.

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