Charles Dickens
(1812 - 1870)

••• La vita e le opere
•• Dickens è nato a Portsmouth (south of England). Suo padre è in prigione per i debiti e questo gli fa vivere una brutta infanzia (childhood), per poi essere costretto ad andare a lavorare in una fattoria all’età di venti anni. Questo periodo di sofferenze ispira molto il contenuto delle sue opere.
Quando si rende conto di avere il talento per la scrittura, si impegna per diventare giornalista al Parliament e alle Law Courts. Scrive sotto lo pseudonimo (pen name) “Boz” e pubblica una serie di articoli (Sketches by Boz) sul Mothly Magazine (1836), descrivendo Londra e la sua gente. Dimostra di essere uno scrittore umoristico e satirico con gli articoli The Posthumous Papers of the Pickwick Club. Avendo successo, comincia a scrivere romanzi: Oliver Twist (1838), David Copperfield (1849/50), Little Dorrit (1857).
Le altre opere: Bleak House (1853), Hard Times (1854) e Great Expectations (1860/61).

Le sue opere sono focalizzate sui problemi sociali, con maggiore riguardo per le condizioni dei poveri e dei lavoratori. È l’editore della rivista Household Words e poi della All The Year Round, pubblicando qui non solo i suoi suoi lavori, ma anche quelli degli altri scrittori di romanzi. Trascorre il suo ultimo anno di vita leggendo in chiave teatrale in vari luoghi le sue opere. Muore e viene sepolto nel Poets’ Corner nella Westminster Abbey (abbazia).

••• Le trame dei romanzi di Dickens
•• È soprattutto un racconta-storie (storyteller). I suoi romanzi sono influenzati dalla Bibbia, dalle favole e dalle poesie dei romanzieri e dei saggisti del 1700. Le trame sono ben pianificate anche se a tratti sembrano artificiali, sentimentali ed episodiche. La colpa senz’altro va al fatto che abbia dovuto spezzettarle e pubblicarle mese per mese, distruggendo l’unità della storia. Londra è l’ambientazione più comune dei suoi romanzi e, siccome la conosce bene, la descrive nei minimi dettagli. Prima inserisce i borghesi (middle class characters) ridicolizzandoli. Poi inserisce altre viste sociali anche se non aveva un pensiero rivoluzionario. Lui è consapevole della corruzione spirituale e materiale portata dall’industrializzazione e diventa sempre più critico della società. Nei suoi lavori della maturità si interessa del popolo comune e degli abusi pubblici, dei cattivi descrivendo il crimine in una Londra miserabile, con dei divertenti abbozzi satirici della città.

••• I personaggi
•• Dickens crea caricature esagerando e ridicolizzando le caratteristiche tipiche della società intera (alta, media e bassa), usando i dialoghi e i loro modi di parlare. È sempre dalla parte (on the side) dei poveri e degli emarginati (outcast).

••• Lo scopo didattico
•• Spesso i bambini sono i personaggi più importanti nei suoi romanzi. Lui ribalta nei romanzi il naturale ordine delle cose, rendendo i bambini insegnanti morali degli adulti. Li rende amabili dai lettori. Sono dei veri modelli di vita per le persone e insegnano come ci si dovrebbe comportare. Infatti, i più ricchi sono educati proprio dalle persone povere. Il lavoro di Dickens non induce mai alla rivoluzione, neanche a un sentimento di insoddisfazione, ma cerca di definire una comune intelligenza del Paese per eliminare le sofferenze.

••• Lo stile e la reputazione
•• Il suo linguaggio è rappresentativo e le sue descrizioni della via e dei personaggi sono potenti e grafiche. È molto attento al significato di un aggettivo o di una parola e cerca di evitare le ripetizioni di parole e di strutture. Usa l’ironia e le figure retoriche come l’iperbole.

•••• Hard Times (1854)
••• Trama
•• La storia è ambientata in una immaginaria città industrializzata (industrial town), Coketown. Thomas Gradgrind è un educatore che crede nei fatti e nelle statistiche e fonda una scuola dove insegna le sue teorie e fa crescere i suoi due figli, Louisa e Tom, allo stesso modo dei suoi alunni, reprimendo i loro immaginazione e sentimenti. Fa sposare Louisa con Josiah Bounderby, ricco banchiere della città e più vecchio di lei di trent’anni. Lei accetta per suo fratello Tom che lavora nella Bounderby’s bank, ma il matrimonio è infelice. Tom è pigro ed egoista e rapina Bounderby. Inizialmente elimina i sospetti e passa per un onesto lavoratore (workman), mentre poi viene scoperto ed è costretto a lasciare Coketown.

••• Struttura
•• Hard Times è diviso in tre sezioni (libri) e ogni libro è diviso in tre capitoli. Il primo libro si chiama “Sowing” e mostra i semi piantati dall’educazione di Gradgrind/Bounderby, in Louisa, Tom e Stephen Blackpool. Il secondo libro è “Reaping” e fa vedere la raccolta di questi semi: il matrimonio infelice di Louisa, l’egoismo e la rapina di Tom. Il terzo libro è “Garnering” e dà i dettagli.
••• La critica al materialismo
•• Hard Times analizza le differenze tra ricchi e poveri esistenti al tempo di Dickens. I lavoratori in città e nelle campagne devono lavorare molte ore per bassi salari (low pay). I lavoratori non possono studiare e hanno poche possibilità di migliorare la loro terribile condizione di vita e lavorativa. Questo romanzo usa i personaggi e le storie per denunciare il gap tra ricchi e poveri e per criticare il materialismo e la meschinità dell’utilitarismo, alla base dell’economia nell’età vittoriana (Victorian age). Hard Times fa capire (suggest) che il 19esimo secolo ha reso gli uomini in macchine trascurando del tutto lo sviluppo delle loro emozioni e dell’immaginazione. Tutto questo si vede anche nelle azioni di Gradgrind e il suo seguace Bounderby. Tutti sono da lui educati (nella scuola e nella famiglia) nei modi dei fatti (ways of fact). Anche il lavoratore è trattato come una macchina senza sentimenti e l’utilitarismo impone che se si ritiene inutile una persona, la si allontana, la si licenzia. Il signor Gradgrind crede che la natura umana può essere misurata, quantificata e governara interamente dalle regole razionali. È per questo che tratta i suoi bambini e i suoi alunni come piccole macchine che devono seguire molte regole.
La morale, lo scopo di Dickens è quello di mostrare il pericolo di trattare gli uomini come macchine, suggerendo che senza compassione e immaginazione la vita sarebbe insopportabile.

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