coltina di coltina
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"Lei non ha occhi come il sole ardenti"

Testo
Lei non ha occhi come il sole ardenti
meno rosse le labbra ha del corallo;
se candida la neve, i suoi seni sono spenti
se fili d'oro i riccioli, i suoi scuro metallo.

Rosse, bianche, screziate, ho visto rose,
vederle sul suo volto è cosa vana;
ci sono essenze ben più deliziose
del profumo che il suo respiro emana.

Amo che parli, ma ho chiara l'idea
che la musica ha un suono più soave:
non vidi mai incedere di dea,
e la mia donna passi in terra muove:

Ma la mia donna è rara,e ha altrettanti doni,
quanto quella esaltata con falsi paragoni

Parafrasi
La mia donna non ha gli occhi accesi o le labbra rosse corallo, i suoi seni sono spenti, non bianchi come la neve e non ha capelli biondi ma neri come il metallo.

Il suo viso non ricorda i colori delle rose e il suo respiro non è il profumo migliore che ci sia.
Mi piace quando parla, ma so bene che ci sono musiche più dolci della sua voce; non ho mai visto camminare una dea, ma la mia donna cammina in terra (come tutte le donne).
La mia donna è unica, ha tante qualità, esattamente come quella descritta in modo falso dai poeti (e quindi non ho bisogno di imbrogliare descrivendola come non è, perché è bella così)

Commento
In questo poema Shakespeare contrappone due diversi concetti di donna: quello angelico ed etereo tipico dello Stilnovo italiano o dei Trovatori francesi e quello realistico del suo tempo. Il poeta non vuole attribuire alla donna virtù o caratteristiche che ella non ha e si trova così, in modo buffo, ad esaltare invece i suoi difetti, con il fine di renderla più vera e verosimile. La bravura del poeta sta nel contrapporre alle caratteristiche perfette delle donne-angelo altra caratteristiche quasi mai esaltanti, anzi a volte avvilenti (come l’alito pesante o la pelle non più giovane), che danno un ritratto comico della sua donna. I paragoni utilizzati per descriverla sono di basso livello (capelli come il metallo, voce non proprio armoniosa, passo pesante…) Solo gli ultimi due versi mettono in chiaro che non si tratta di un componimento ironico contro l’amata, bensì contro i poeti che mentono descrivendo donne che non esistono; Shakespeare mette in chiaro che egli non ha bisogno di inventarsi qualcosa sull’amata, perché ella è già di per sé ricca di virtù e non necessita dell’intervento “migliorativo” della sua penna.

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