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Holy Sonnets n°10 di John Donne

Death, be not proud, though some have called thee
Mighty and dreadful, for thou art not so ;
For those, whom thou think'st thou dost overthrow,
Die not, poor Death, nor yet canst thou kill me.
From rest and sleep, which but thy picture[s] be,
Much pleasure, then from thee much more must flow,
And soonest our best men with thee do go,
Rest of their bones, and soul's delivery.
Thou'rt slave to Fate, chance, kings, and desperate men,
And dost with poison, war, and sickness dwell,
And poppy, or charms can make us sleep as well,
And better than thy stroke ; why swell'st thou then ?
One short sleep past, we wake eternally,
And Death shall be no more ; Death, thou shalt die.

Morte, non essere fiera, sebbene alcuni ti abbiano chiamata
potente e terribile, perchè tu non lo sei;

poichè coloro che tu pensi di sconfiggere,
non muoiono, povera morte, ne tu mi puoi uccidere.
Dal riposo e dal sonno, che non sono altro che tue immagini,
(viene tratto) molto piacere, quindi da te un piacere molto maggiore si deve trarre,
e più in fretta i nostri miglior uomini se ne vanno con te,
riposo per le loro ossa e liberazione dell'anima.
Tu sei schiava del destino, del caso, dei re, e degli uomini disperati,
e convivi con il veleno, la guerra e la malattia,
e il papavero o gli incantesimi ci fanno dormire altrettanto
e meglio del tuo colpo; allora perchè ti gonfi?
Dopo un breve sonno, ci svegliamo per l'eternità,
e la morte non esisterà più; Morte, tu morirai.

Questo è un sonetto appartenete alla raccolta Holy Sonnets di John Donne pubblicata nel 1633, e rappresenta un preciso periodo della sua vita, ovvero quando in seguito alla morte della moglie diventò predicatore della religione anglicana. Si coglie quindi la forte influenza religiosa nel suo modo di scrivere. Il sonetto è caratterizzatto da varie argomentazioni:
1) versi 1-4 La morte crede erroneamente che può uccidere le persone.
2) versi 5-6 La morte è un'esperienza piacevole e non dolorosa.
3) versi 7-8 Gli uomini migliori desiderano la morte.
4) verso 9 La morte non può controllare gli eventi e le persone.
5) verso 10 La morte è una ripugnante compagnia.
6) versi 11-12 Le pozioni soporifere fanno dormire le persone meglio che la morte.
7) versi 13-14 Ai cristiani è promessa una vita eterna.

Lo schema delle rime è: ABBAABBACDDCEE con una perfect rhyme nel final couplet "eternally" e "die", infatti sebbene al giorno d'oggi i suoni finali di queste due parole sono differenti e dunque non formerebbero una perfect rhyme, al tempo di Donne la pronuncia era differente e dunque le due parole avevano lo stesso suono.

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