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La tragedia greca

Origine della tragedia. La tragedia greca nacque dal culto di Dioniso, celebrato nelle campagne dopo l’epoca della vendemmia. In tale occasione aveva luogo una processione nella quale sopra un carro a forma di barca si portava in giro il dio Dioniso che proveniva dal mare, seguito da una folla che si truccava da satiri nel Peloponneso o nell’Attica. La processione si chiudeva con un sacrificio e con rozzi canti improvvisati, in cui si celebravano le lodi del dio. La tragedia subì varie modifiche, in particolar modo con l’intervento ufficiale dello Stato: Pisistrato consentì ad i poveri di poter andare al teatro gratuitamente ed organizzò dei concorsi regolari drammatici.

Parti della tragedia. La tragedia si compone generalmente di : un prologo, cioè una scena precedente all’ingresso del coro nelle quali il pubblico veniva messo al corrente dell’antefatto. Gli episodi sono intramezzati da canti del coro; il primo di essi è detto parodo, quelli successivi statismi, e l’ultimo esodo.

Arte di Sofocle. La sua tragedia in confronto di quella trascendente e teologica di Eschilo, è molto più naturale ed umana: benché permanga teoricamente il presupposto religioso, in realtà le azioni sono determinate dalle tendenze e passioni individuali. Ne consegue che i personaggi non sono più statici e santuari, ma mobili, vivi, dinamici.

I principali tragediografi greci

Eschilo


Per mancanza di documentazione anteriore ad Eschilo, l’apparire della tragedia coincide con Eschilo, il quale può essere considerato uno tra i drammaturghi sommi della storia del teatro. Tra i tre tragici Ateniesi, Eschilo è il più lontano dalla nostra sensibilità: infatti il mondo che traspare dalle sue tragedie è pieno della cultura arcaica, con divinità mostruose, apparizioni dall’oltretomba, riti religiosi e magici, e con dei personaggi sempre con problemi legati all’etica arcaica. Il suo teatro non era tanto incentrato sul personaggio e sulla situazione (come avverrà in Euripide), ma sulle prospettive ideologiche.
Compose molte tragedie che gl iantichi facevano ascendere fino a novanta. A noi, oltre a numerosi frammenti, sono giunte solamente sette tragedie complete:
* Persiani
* Sette contro Tebe
* Supplici
* Prometeo Incatenato
* Agamennone
* Coefore
* Eumenidi

Sofocle

Nacque ad Atene nel 496 circa a.C. Potè ricevere un’ottima educazione, si distinse nella musica, nella danza e nella ginnastica, successivamente prese parte alla vita politica di Atene dove conobbe Pericle e Erodoto anche se non coltivava le stesse ambizioni politiche e militari.
Nel 468 a.C., in uno dei tradizionali concorsi poetici e drammatici che si tenevano ogni anno ad Atene, sconfisse Eschilo, allora il maggiore tragediografo dell’epoca. In seguito Sofocle si aggiudicò il premio una ventina di volte e poi fu battuto a sua volta da Euripide.
Mentre i tragediografi Eschilo e Euripide si erano entrambi domandati se gli dei che mandano all’uomo il dolore sono giusti, Sofocle non ebbe mai dubbi: gli dei sono sempre giusti e misericordiosi.
Gli si attribuiscono 130 drammi. Le esigenze didattiche nel periodo ellenistico favorirono scelte dei drammi ritenuti i migliori. A una di queste antologie doveva appartenere il gruppo di tragedie che ci è pervenuto. Esse sono sette:
* Aiace
* Elettra
* Edipo Tiranno o Edipo Re
* Antigone
* Trachinie
* Filottete
* Edipo a Colono

Euripide

Anche Euripide, come gli altri due grandi tragici che lo hanno preceduto, deve essere considerato un “ educatore della società” anche se nel suo teatro c’ è una trasformazione sostanziale rispetto al passato :
Mentre l’ evento mitico era al centro del teatro di Eschilo e Sofocle senza alcuna modificazione rispetto alle versioni tramandate dalla tradizione, con Euripide il mito viene considerato un’ elaborazione dei poeti e non più parte fondamentale della religiosità greca (basti ricordare che la rappresentazione stessa era un rito sacro) viene quindi utilizzato come mezzo per rappresentare i problemi e le tematiche su cui voleva riflettere.
Gli furono attribuite diverse opere tra cui una teatrale (Le Pleiadi), 92 drammi tra cui 17 tragedie: Alcesti, Medea, Eraclidi, Andromaca, Ippolito, Ecuba, Supplici, Eracle, Troiane, Elettra, Elena, Ifigenia in taurine, Ione, Fenicie, Oreste, Ifigenia in Aulide, Baccanti, una di incerta attribuzione (Reso) e un dramma satiresco, Il Ciclope.

La commedia greca

Origine della commedia. La commedia, come la tragedia nasce dal culto di Dioniso, celebrato nelle campagne dopo l’epoca della vendemmia. In tale occasione aveva luogo una processione nella quale si portava in giro sopra un carro il simbolo della fecondità : tale processione prendeva il nome di Komos. Anticamente la commedia tendeva a porre in caricatura persone contemporanee portando sulla scena problemi del giorno ateniesi. Le idee sono conservatrici, reazionarie: le tendenze nuove sono combattute in nome dell’eroico e austero passato greco che aveva reso possibile le vittorie sui Persiani.
Parti della commedia. Sono analoghe a quelle della tragedia ma si devono tuttavia notare alcune differenze: terminato il parodo seguiva un contrasto fra due attori e terminato questo aveva luogo la parabasi.
Arte di Aristofane. I pregi di Aristofane consistono nella vena comica inesauribile, nella mescolanza tra umorismo ed oscenità, tra fantastico e realistico; nella varietà e vivacità nei personaggi, tipici della campagna attica. I difetti consistono nella mancanza di una vera e propria azione drammatica e le scene si succedono in modo abbastanza slegato, come nella commedia primitivo.

I principali commediografi greci

Aristofane


È il massimo rappresentante della commedia antica. Della sua vita si hanno poche notizie, tratte dalle sue opere. Esordì con I Banchettanti e successivamente gli furono attribuite 40 commedie, delle quali oltre un migliaio di frammenti, undici sono pervenute intere:
* Gli acarnesi
* I cavalieri
* Le nuvole
* Le vespe
* La pace
* Gli uccelli
* La Lisistrata
* Le Tesmoforiazuse
* Le rane
* Le Esclesiazuse
* Pluto

Il comico si caratterizza per deformazione della realtà, parodia, satira polemica e sferzante.

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