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Temi teocritei

Paesaggio Bucolico. Ha i contorni del paesaggio siciliano e mediterraneo (contrapposto a quello descritto da Virgilio, che invece è tipicamente mantovano). La serenità di questo mondo (asukia) non conosce la guerra, la violenza, le stragi: persino il tormento amoroso e la morte, perdono i loro caratteristici connotati dolorosi e drammatici (ancora una volta la differenza con Virgilio, dove incombono sempre forze avverse pronte a insidiare i ritmi pacati dell'universo agreste).
Eros. Questo è l'argomento che più accomuna Teocrito ai maggiori poeti del suo tempo. Dell'eros, dell'amore, egli descrive ogni più piccola e sottile sfaccettatura, cogliendolo sia nella sua nascita e nel suo sviluppo, fino all'incombere della passione. Chiari e lampanti sono i richiami, gli echi saffici, che egli amplia, sostituendo alla 'sottile fiamma e al tremito' della poetessa di Lesbo, il gelo e la paralizzante immobilità.

Realismo. C'è, ma non è uguale a quello moderno. E' più una realtà filtrata attraverso un'arte di cui vivida fantasia e estrema ricercatezza formale rappresentano gli elementi costitutivi e che si manifesta come nesso che collega oggettivismo e soggettivismo, visibile e chiaro soprattutto nei miti. E' in questo modo che Teocrito riesce a rendere 'reale' qualcosa che infondo non lo è, a creare cioè un ponte, una sorta di equilibrio tra realtà e fantasia.

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