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Idilli bucolici

Sono ben 10 componimenti bucolici, di struttura dialogica con funzione agonale e struttura amebea (strutturati cioè a botta e risposta).
Idillio I. E' quello incentrato sulla figura di Tirsi, che incontra un capraio e inizia a discutere con lui circa il giovane Dafni, morto per amore.
Idillio III. Ha carattere prettamente monodico. Vediamo qui il pastore Titiro che intona un canto d'amore alla ritrosa fanciulla Ameryllis.
Idillio IV. Protagonista di questo idillio è un vivace colloquio tra due mandriani, privo questa volta di una vera e propria struttura amebea.
Idillio V. Questa volta con il 'botta e risposta' presente nel componimento troviamo anche la figura di un giudice.
Idillio VI. Qui l'agone è amichevole, senza che ci sia un arbitro. Il tema principale è l'amore che lega il ciclope Polifemo e la ninfa Galatea: forte è la contrapposizione tra il canto del ciclope, che risulta essere quasi disperato e quello della ninfa, riassumibile come delle vezzose avances.

Idillio VII. Questo idillio, il più importante scritto da Teocrito, è detto 'Le talisie'. L'intero componimento è ambientato a Cos (motivo per cui si è supposto lui fosse originario di quel luogo). L'Io narratore è identificato con Teocrito stesso e il testo funge da vero e proprio manifesto di poetica, che però non pronuncia il poeta, attraverso l'uomo che lo rappresenta (Simichida), ma lo pronuncia il rivale (Licida). Successivamente segue il cano dei due e alla fine Licida dona a Simichida il suo bastone, come segno di investitura poetica. La 'poetica' richiama incredibilmente quella di Callimaco (anche se, più che essere a favore di Callimaco è contro i seguaci di Omero). Riferimenti continui vengono fatti alla funzione veritiera della poesia, in contrasto con la visione di quest'ultima proposta da Aristotele che la ergeva a pallida imitazione della realtà. E' proprio per questo che tale idillio rappresenta una vera e propria Enunciazione di poetica.
Idillio VIII e IX. Sono ritenuti non teocritei, anche se contengono entrambi canti amebei.
Idillio X. L'ambientazione è georgica e la struttura è amebea. I protagonisti sono due mietitori, ove il primo canta un lamento d'amore, il secondo un inno alle fatiche del contadino.
Idillio XI. E' indirizzato al melico Nicia, esortandolo a usare la poesia come farmaco per il mal d'amore, con l'esempio del canto di Polifemo all'amata Galatea.

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