Daniele di Daniele
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struttura del teatro greco antico

Il termine teatro greco intende tutto ciò che ha a che fare con l'arte teatrale dell'antica Grecia. L'arte teatrale greca è quella che si è sviluppata in particolare modo a partire dal V secolo a. C. In quel periodo frequentemente i Greci organizzavano delle particolari manifestazioni teatrali in cui spesso si sfidavano tre autori teatrali greci, i quali si contendevano la vittoria finale, la quale veniva decretata da una giuria composta da dieci giudici provenienti dalle varie tribù. Gli attori erano sempre maschi e interpretavano sia parti maschili sia parti femminili; per interpretare i loro ruoli indossavano sempre una maschera che rendesse riconoscibile la parte da loro interpretata. In questo appunto viene ripercorsa la storia del teatro, prendendo in esame l'arte teatrale greca, l'arte teatrale romana, il teatro in epoca medievale e il teatro anche nel corso del Seicento e del Settecento.

Indice

Il teatro greco - Versione alternativa 1
Teatro greco, riassunto - Versione alternativa 2
Nascita del teatro greco - Versione alternativa 3
Descrizione del teatro greco - Versione alternativa 4
Il teatro greco nel V secolo
Storia del teatro

Il teatro greco

Tutte le notizie che si hanno sull'origine del teatro greco vengono tratte dai resti archeologici, dalla pittura vascolare e dalle fonti scritte dagli scrittori del tempo. Si pensa che il teatro greco abbia avuto origine dalle feste religiose in onore del dio Dioniso. Dal VI secolo a.C., epoca a cui si fa risalire l'origine del teatro fino all'epoca ellenistica (III-I sec. a.C.) il teatro è connesso al culto di Dioniso. Durante queste feste, che si svolgevano in primavera, gli abitanti di Atene formavano delle processioni che facevano terminare con un sacrificio, davanti all'altare del santuario della divinità e durante le quali eseguivano canti ditirambici. Pare che il ditirambo si sia trasformato poi in tragedia, contenendo in sé tutti gli elementi essenziali di essa, come la poesia il canto e la danza, e che questa trasformazione sia avvenuta ad opera di Tespi.

Durante le Dionisie cittadine o Grandi Dionisie si faceva un concorso tra le varie tribù dell'Attica per stabilire quale fosse il miglior cantico ditirambico e un concorso tra i poeti Greci con in palio tre premi da assegnare: al miglior corega, al miglior poeta e al miglior attore. Oltre alla tragedia, più tardi verso il 501 a.C., si introduce nelle gare il dramma satiresco e solo nel V secolo a.C. la commedia.

È ancora sconosciuta ad oggi l’origine della commedia. Secondo Aristotele deriva da komos, villaggio, e potrebbe voler dire canto del capro. Si ipotizza che fosse una sorta di rito propiziatorio che nei villaggi si usava in determinati periodi dell’anno. In queste feste, a scopo satirico, si usava portare il fallo e si usava provocare gli altri con battute di carattere piccante per esorcizzare l’impotenza ed altre situazioni sgradevoli legate al sesso o comunque ad argomenti bassi. Gli autori Greci di tragedie del VI sec. a.C. sono: Tespi, Cherilo, Pratina e Frinico. Di essi non conosciamo alcun dramma.

Si desume dalle poche fonti che i drammi, di argomento più mitologico che storico, fossero interpretati da un solo attore, il quale usava le maschere per cambiarsi di ruolo. Gli autori Greci di tragedie del V sec. a.C. che hanno reso celebre il teatro greco sono: Eschilo, Sofocle ed Euripide. Gli autori Greci di commedie dal VI al V secolo a.C. sono:

* Epicarmo
* Chionide
* Magnete
* Ecfantide
* Cratino
* Cratete
* Eupoli
* Aristofane

Origine, struttura e funzione del teatro in Grecia: Per i greci non solo il teatro è uno spettacolo, ma un vero e proprio rito collettivo, con funzione persino di purificazione. Infatti, secondo Aristotele, tutte le forme di teatro, ma prevalentemente la tragedia avevano una funzione catartica in quanto servivano a rappresentare l’inconscio umano. Si arrivo addirittura all’istituzione del theoricon, sussidio messo a disposizione dei meno abbienti al fine di accedere al teatro. A detta della Poetica di Aristotele, pare che la tragedia (da tragos cioè capro, l'animale che simboleggia Dioniso) tragga la propria origine dai cori ditirambici fatti in onore di Dioniso, che da spontanei assunsero via via forma letteraria di cantici da cerimonia, cantati dagli adepti sotto la direzione di un capo. Il teatro presentava sempre un altare a lui dedicato, e generalmente era collocato su una collina fuori dalla polis, al fine di migliorare l’acustica.

Si attribuisce a Tespi (uno dei primi autori drammatici del VI secolo a.C.) la trasformazione del capocoro in attore che cominciò a pronunciare parole di contenuto non più legato al mito di Dioniso, alle quali rispondeva il canto del coro, che costituì poi il nucleo centrale del dramma. Nell'antico teatro greco il coro era composto dal canto e dalla danza, accompagnati dalla musica, ed aveva la funzione del narratore interrompendo l'azione per commentarla e spiegarla. Si assiste allo spettacolo seduti sui gradoni (cavea) che circondano la scena. L'edificio del teatro greco, all'aperto ed a forma di semicerchio, consta, infatti, di tre parti: la Cavea ossia il luogo in cui si vede, la Scena, dove si recita ed, infine, l'orchestra cioè il luogo deputato per le danze (da orcheomai che vuol dire ballare).

Le notizie riguardo le scene e le macchine, utilizzate ne l teatro greco sono fornite da Aristotele, Polluce (sofista e grammatico greco del II sec. d.C.) e Vitruvio (trattatista latino). La scena greca si avvaleva delle tre porte della skené, una grande al centro per l'ingresso dell'attore principale, quella di destra per il secondo attore e quella a sinistra doveva rappresentare una prigione, un deserto o un tempio in rovina. C'erano numerose macchine teatrali che servivano a creare la scena e gli effetti speciali.

Per la scena c'erano dei prismi triangolari dipinti su ogni lato, girevoli, sistemati alle due entrate laterali. Per gli effetti c'erano le macchine per produrre suoni e fulmini, botole da cui spettri e spiriti facevano la loro apparizione, torri, piattaforme basse su rotelle, una carrucola con un gancio che serviva a sollevare e abbassare le divinità, gru per portare via in fretta i cadaveri, anche se nell'epoca più antica non potendosi mostrare le scene di violenza, esse venivano introdotte o raccontate da un messaggero.

A questo proposito, possiamo dire con tranquillità che la struttura del teatro greco è un esempio insuperato di acustica: anche nelle gradinate più lontane è possibile ascoltare i dialoghi come si fosse ad un palmo dal parlante. In Grecia prese maggiormente piede la tragedia, mentre a Roma ebbe sorte migliora la commedia. Gli attori della tragedia avevano una lunga tunica e delle scarpe che li rendevano decisamente più alti; inoltre avevano delle maschere di legno, che esaltavano le caratteristiche dei personaggi stereotipati.

Maschere teatro greco: Gli attori della commedia si presentavano con tunica corta e calzari bassi.Gli abiti convenzionali degli attori Greci erano una tunica lunga dal collo fino alle caviglie, con le maniche lunghe fino alle mani, ornata da vivacissimi disegni colorati e figure simboliche, i colori dovevano servire a esprimere lo stato d'animo di un personaggio. Oltre la tunica gli attori indossavano un mantello. Naturalmente il re portava una corona, i vecchi si appoggiavano a un bastone e così via altri accessori per caratterizzare i personaggi.

Le calzature, di nome coturni, avevano un'alta suola di legno, spesso dipinta con colori simbolici, esse servivano a elevare l'attore per renderlo più visibile agli spettatori più lontani. Contribuivano a ergere l'attore anche gli onkos, delle parrucche molto alte. Riguardo le maschere abbiamo notizie da Polluce (sofista e grammatico greco del II sec. d.C.). Da lui si evince che le maschere usate dagli attori Greci fossero molte, fatte di stoffa gessata, corredate da parrucche, esse avevano la capacità di amplificare la voce come fossero dei microfoni. Naturalmente la maschera serviva a caratterizzare il personaggio, quindi era fatta in modo tale da indicare l'età, il ceto di appartenenza, lo stato d'animo e il carattere di un personaggio.

Teatro greco, riassunto


Il teatro greco si espresse in tre tipi: la tragedia, la commedia e il dramma satiresco, tutti hanno origine da riti in onore di Dioniso.
Le caratteristiche principali della tragedia sono:
1. è un fenomeno religioso (svolta durante una festa in onore di Dioniso)
2. per i greci la rappresentazione tragica era un rito;
3. la tragedia è rappresentata da miti noti a tutti;
4. costituiva un evento politico (il fine era quello di educare la popolazione ai valori della poleis);
5. costituiva un carattere agonistico, si svolgeva un concorso per scegliere i drammaturgi, i quali presentavano una tetralogia (tre tragedie).
L'Azione drammatica era svolta dal coro e dagli attori (uno solo il protagonista); la struttura era costituita da un prologo (il pubblico veniva informato degli antefatti), la parado (canto d'ingresso del coro) e l'esodo (l'uscita del coro).
L commedia veniva sempre recitata ad Atene durante una festa in onore di Dioniso.
La commedia venne suddivisa in tre periodi: quella antica, di mezzo e nuova.
La più importante fu quella antica in cui si rappresentavano le opere del V secolo ad Atene. Il maggior autore fu Aristofane. Le sue commedie sono caratterizzate da elementi fantastici in cui si inseriscono temi dell'attualità politica. Era costituita da un prologo, segue l'agone e infine la parabasi (in cui il coro so rivolge direttamente al pubblico).

Nascita del teatro greco


Il teatro nasce ad Atene nel VI/V sec a.C. sotto Pisistrato (già vicino al mondo della letteratura, dedito alla stesura di poemi epici).
Gli spettacoli si svolgevano in tre periodi dell’anno durante le feste dedicate a Dionisio (divinità del piacere, del vino, dell’ebbrezza).

1. lenee (spettacoli invernali)
2. piccole (febbraio)
3. grandi dionisie (da fine marzo, quando iniziava a esserci un clima mite)

Gli spettacoli duravano 6 giorni:
• 3giorni_ cerimonie religiose
• 3giorni_ rappresentazioni teatrali (partecipazione gratuita, duravano l’intera giornata e i partecipanti venivano ricompensati simbolicamente).
Mattina: trilogia delle tragedie: dramma satiresco –breve rappresentazione
comica su un argomento mitologico-parodia.
Pomeriggio: commedia: spettacolo umoristico che fa pensare. Aggancio con la
vita dell’epoca, delle problematiche esistenziali.

Teatro: rappresenta un rito collettivo, con valenze agonistiche ma anche politiche (vedi satira), inoltre ha un ruolo didattico educativo in quanto porta il pubblico a conoscere le gesta mitologiche ma soprattutto, in particolare con la commedia, porta a riflettere su problematiche esistenziali.

ORGANIZZAZIONE PRATICA:
-forte partecipazione dei cittadini
-recitano 3 attori professionisti
-l’arcante si preoccupa di convocare tre commediografi e tre tragediografi, oltre che a organizzare il coro.
-coro: ruolo intermedio tra spazio scenico e reale. È formato da cittadini che imparano la loro parte, è costituito da 10/15 coreuti.Il compito del coro non è solo quello di commentare la vicenda, ma anche di essere attraverso il corifeo, che lo guidava, un personaggio dialogante, partecipe all’azione scenica.
-il coreoga: ricco cittadino che finanzia il coro: in cambio avrà fama e popolarità.
-scenografie: ridotte al minimo, prive di complessi effetti speciali.
-attori: indossavano le maschere, sia per diversificare i ruoli, sia per amplificare la voce.
Indossavano coturni, sandali rialzati che mostravano la superiorità degli attori.

Descrizione del teatro greco

La parola teatro deriva dal greco Θεαο ossia "vedere", uno dei piu famosi teatri è quello di Epidauro che si trova nel Peloponneso, Pausania ci dice che questo teatro era stato costruito da Policleto, omonimo dello scultore classicista.
Oltre ai tempi, anche nell'acropoli di Atene, vi era un teatro, il teatro di Dioniso, all'interno vi erano delle gare tra i poeti. Il teatro greco era collocato accanto a una collina e non era molto alto, la cavea era scavata all'interno della collina, il teatro era all'aperto e spesso si trovava vicino ai santuari.
Il teatro era legato a degli elemento sacri e era dedicato a degli dei aveva un'importanza fondamentale per il cittadino, spesso una rappresentazione teatrale durava circa un giorno e l'ingresso era gratuito perchè si voleva che tutte le classi sociali potessero accedervi, veniva finanziato dai ricchi (liturgie), al massimo se non era gratuito aveva un prezzo politico che era accessibile a tutti.
Il principale obiettivo del teatro era quello di educare, infatti gli efebi, ossia gli uomini tra il passaggio dall'adolescenza e l'etá adulta, avevano dei posti di prestigio, proprio per favorirne l'istruzione. L'elemento teatrale era molto importante anche durante i giochi olimpici.
Il teatro greco: La parola teatro deriva dal greco Θεαο ossia "vedere", uno dei piu famosi teatri è quello di Epidauro che si trova nel Peloponneso, Pausania ci dice che questo teatro era stato costruito da Policleto, omonimo dello scultore classicista.
Oltre ai tempi, anche nell'acropoli di Atene, vi era un teatro, il teatro di Dioniso, all'interno vi erano delle gare tra i poeti. Il teatro greco era collocato accanto a una collina e non era molto alto, la cavea era scavata all'interno della collina, il teatro era all'aperto e spesso si trovava vicino ai santuari.
Il teatro era legato a degli elemento sacri e era dedicato a degli dei aveva un'importanza fondamentale per il cittadino, spesso una rappresentazione teatrale durava circa un giorno e l'ingresso era gratuito perchè si voleva che tutte le classi sociali potessero accedervi, veniva finanziato dai ricchi (liturgie), al massimo se non era gratuito aveva un prezzo politico che era accessibile a tutti.
Il principale obiettivo del teatro era quello di educare, infatti gli efebi, ossia gli uomini tra il passaggio dall'adolescenza e l'etá adulta, avevano dei posti di prestigio, proprio per favorirne l'istruzione. L'elemento teatrale era molto importante anche durante i giochi olimpici.

Il teatro greco nel V secolo

Il teatro in Grecia e soprattutto quello di Atene ha avuto un ruolo importante nel V secolo, il cosiddetto secolo classico.
Aveva valenza sacra perché la rappresentazione veniva fatta in occasione delle feste religiose, in particolare le Dionisie che si dividevano in Grandi Dionisie (si svolgevano in primavera e il pubblico era più vasto poiché era possibile giungere ad Atene via mare, per questo motivo venivano messe in scene le tragedie, che avevano lo stesso significato per tutti) e Piccole Dionisie (si svolgevano in autunno e venivano rappresentate commedie e satire perché il pubblico era prevalentemente ateniese ed era possibile fare riferimenti diretti alla società e alla politica della città che solo i cittadini potevano comprendere).
Si è giunti alla conclusione che si andasse a teatro durante queste feste in onore di Dioniso tramite un parallelismo: come gli adepti del dio, tramite balli sfrenati, cacce ed ebrezza giungevano all'estasi ed era come se l'anima si fosse distaccata dai loro corpi, così lo spettatore raggiungendo l'estasi assistendo a uno spettacolo doveva potersi immedesimare nella storia, diventare parte della realtà in scena annullando la realtà fisica.
Il teatro era un AGONE, una gara dalla durata di tre giorni. Ogni giorno era dedicato a un autore che portava in scena tre tragedie e un dramma satiresco; la giuria era formata da cittadini scelti a caso che votavano il migliore. Inoltre i cittadini più ricchi della polis dovevano sovvenzionare le spese d'allestimento.
Il teatro riguardava tutta la polis, aveva quindi uno scopo paideutico(da 'paideuoo', insegnare, educare) e associativo: si andava a teatro per imparare i valori fondamentali comuni (il ruolo dell'uomo e della donna in società, il rapporto genitori-figli, uomo-dio, uomo-potere). Prima di andare in scena era previsto un controllo, una specie di censura molto leggera effettuata dall'arconte: gli si consegnava la parte del coro e se l'argomento trattato era idoneo e utile per la città poteva essere tranquillamente rappresentato (a differenza di Roma ove la censura era molto più forte).
Andare a teatro era quindi una sorta di “obbligo”; infatti era stata istituita una cassa comune, il theorikòn, che permetteva a chi lavorava di farsi pagare le ore saltate di lavoro per andare a teatro, oltre a permettere di frequentarlo anche ai meno abbienti. Il popolo ci teneva così tanto che non fu abolito neppure durante la guerra del Peloponneso.
Il valore associativo è invece dovuto al fatto che durante l'agone si passavano ore e ore insieme per tre giorni quindi ci si portava da mangiare, da bere, si chiacchierava, si esprimevano opinioni sullo spettacolo... era un modo di andare a teatro molto diverso dal nostro, molto più partecipato e attivo, che spingeva a riflettere. Addirittura si dice che il pubblico spesso protestava se non gradiva o non comprendeva qualcosa e il regista era costretto a intervenire e spiegare la scena.

Gli attori erano solo uomini ed erano circa tre che interpretavano più ruoli, per questo indossavano delle maschere: ogni maschera era un personaggio ed essendo gli spazi grandi permettevano a chi era distante di riconoscere chi parlava; il coro invece era composto da semplici cittadini che imparavano a ballare e cantare.

Storia del teatro

La nascita del teatro: origini sacre e origini popolari
Le forme più antiche di teatro sono nate al fatto che i popoli volevano mettersi essere a contatto con le loro divinità; infatti, qualsiasi fenomeno atmosferico, qualsiasi cosa di particolarmente inspiegabile per quel tempo, era attribuito a queste divinità.
Questi dei, potevano decidere il destino di ciascuna persona, e questi ultimi invocavano la sua benevolenza.
Questi popoli, infatti, cercavano di comunicare con loro, attraverso riti sacri e danzeinvocative, e spesso indossavano delle maschere alle quali veniva attribuito il potere magico e religioso di trasformare temporaneamente chi la indossava nella divinità raffigurata. Anche hai giorni nostri, nelle popolazioni dell’Africa dell’ Amazzonia,praticano questi riti, perché rimasti fedeli alle loro tradizioni; ad esempio i Boscimani prima di partire per una battuta di caccia, celebrano un rito magico affinché i cacciatori tornino con un abbondante bottino. In questo rito viene tracciato un cerchio che rappresenta il mondo e al centro vengono messe delle corna di un’antilope. Intanto lo stregone indossando la pelle di quest’animale, entra nel cerchio e invita gli altri ad onorare l’animale che verrà sacrificato. In quel preciso momento egli impersona l’antilope e tutti gli altri interpretano in modo molto fantasioso la caccia: quindi fanno teatro.


Il teatro classico: in Grecia:Il teatro in Occidente nasce in Grecia, nella città di Atene. L’origine è legata ad alcune cerimonie in onore di Dioniso; in questi riti la gente ballava, cantava e recitava in coro indossando della pelle di anomali sacri. Inizialmente non esistevano dei ruoli precisi ed i vari partecipanti recitavano in coro; solo in seguito i ruoli hanno iniziato a differenziarsi e ad evolversi e il rito è diventato una vera rappresentazione.La figura degli attori, era nata come un distaccamento dalla folla, che diventava spettatore. Una delle cosa più importanti è che in seguito il coro inizia ad acquistare importanza diventando così una sola voce, guidata da un capo, il corifeo.
Nel teatro greco si rappresentano due forme di spettacolo: la tragedia e la commedia; la prima forma metteva in scena eventi importanti e drammatici, in cui i protagonisti erano di alto rango.
Gli spettacoli erano organizzati dallo Stato come dei veri e propri riti religiosi; lo Stato affidava la messinscena delle tragedie a cittadini ricchi che provvedevano a pagare gli attori, gli autori, i musicisti e i ballerini. Vennero istituite gare di recitazione, ogni autore doveva presentare tre tragedie e una commedia. Tutti erano invitati a partecipare: l’ingresso era gratuito e ai cittadini poveri era offerto un contributo , in sostituzione della paga giornaliera.
Il pubblico da casa cibo e bevande e manifestava vivacemente il suo giudizio fischiando e battendo mani e piedi.
Gli autori più importanti furono Eschilo, Sofocle e Euripide, Aristofane e Menandro.
In quel periodo era permesso recitare solo agli uomini(e questa cosa andrà avanti per un millennio), interpretando anche parti femminili. Per dare maggiore rilievo ai vari personaggi, gli attori dovevano indossare speciali calzature, chiamate coturni, che li rendevano più alti.
Anche gli attori di commedie indossavano dei costumi ma, dato carattere più buffonesco, i travestimenti e le maschere dovevano accentuare gli aspetti ridicoli dei protagonisti.

Il teatro classico: a Roma: Nell’antica Roma, come in Grecia nacquero semplici rappresentazioni di danze e canti che accompagnavano le offerte agli dei.

Si trattava di farse che rappresentavano situazioni dagli sviluppi intricati e spesso molto comici. Gli attori impersonavano personaggi fissi, figure caricaturali della società romana del tempo. La recitazione si basava su un semplice canovaccio che indicava la traccia schematica degli avvenimenti da rappresentare. A partire dal canovaccio gli attori ricorrevano all’improvvisazione, inventando sul momento battute e dialoghi. Soltanto dopo la conquista della Grecia si diffusero i generi della tragedia e della commedia greca, con la traduzione dei testi e la loro rappresentazione nei teatri.
Dato che a Roma gran parte dell’anno si faceva festa, il popolo preferiva un genere allegro,
Essa aveva una struttura rigida ed era costituita da:
-un prologo,
-personaggi che parlavano tra sé ed il pubblico,
-dialoghi dei vari personaggi tra di loro;
-parti cantate molto spesso accompagnate dalla musica.

Il coro si limitò ad un ruolo di accompagnamento per intrattenere il pubblico, con il corso del tempo.
In epoca imperiale ebbero molto sfogo e successo lo spettacolo più violento dell’antica Roma che ebbe molto piu successo del teatro: i giochi tra gladiatori e bestie, le battaglie navali, le corse delle bighe ecc..
I più famosi autori di commedie furono Plauto e Terenzio. Essi rinnovarono la tradizione della commedia greca arricchendola con la vivacità del ritmo, delle trovate comiche e dei colpi di scena che hanno fatto scuola fino ai giorni nostri.

Il teatro medievale: Con la grande diffusione del Cristianesimo, il teatro classico, fa spazio a quello religioso.
In occasioni di feste religiose, i sacerdoti ed i religiosi commentavano le parole della liturgia con alcuni brevi dialoghi cantati in modo tale che coinvolgessero i fedeli. In seguito queste rappresentazioni religiose acquistarono una complessità e una dimensione tali da diventare veri e propri spettacoli di carattere religioso, di solito, venivano raffigurate le scene del vangelo, con costumi dell’epoca. Esistevano anche i “quadri viventi”, rappresentazioni mute in cui gruppi di persone rappresentavano scene di carattere religioso o profano.
Si mantenne anche la tradizione del teatro comico e buffonesco, che a volte si mescolò con il primo che provocavano forti e numerosi tentativi di repressioni da parte della Chiesa.
Gli attori delle sacre rappresentazioni non erano dei professionisti come quelli greci e romani, appartenevano a compagnie formate per l’apposito scopo di recitare, ma senza ricevere alcun compenso per il loro lavoro. Alle donne era proibito salire sul palcoscenico e le parti femminili erano interpretate dagli uomini.

Teatro del 1600 e 1700: Per tutto il ‘600 il teatro è in continua evoluzione, infatti si, che continua ad allietare feste e ricorrenze, ma comincia ad andare più in aree private o in sale pubbliche, secondo il modello del teatro all’italiana. I grandi signori fanno costruire nelle loro corti maestosi teatri, ospitando famose compagnie.
Nel ‘700 la vita e la mentalità dell’uomo, grazie all’ illuminismo, vengono cambiate. La nobiltà perde gradualmente importanza per affermarsi di una classe sociale emergente, la borghesia. Nell’ambito del teatro, si va a cercare una vera e propria riforma, che abbandona la rappresentazione classica e arrivare ad una rappresentazione più contemporanea.
In Italia, una grande opera di cambiamento la trova Carlo Goldoni, che fa opere, spesso commedie che riguardano scene di vita quotidiana. Sempre in Italia,nasce
un genere che poi si diffonderà on tutta Europa:il melodramma che fonde insieme poesia, musica e danza. Il testo viene scritto per essere recitato e cantato, il cosi detto <<recitar cantando>>.
La rappresentazione scenica, era ricca di particolari, soprattutto dove si suonava. In Italia, la meraviglia della scena in stile barocco, a volte si veniva solo per ammirare i meccanismi e le maestosità delle scene.

Autori che hanno contribuito al presente documento: poll95, itsmorewithoneonotwo, tommy.00, heavyr.

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