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Solone

Solone, appartenente alla nobile famiglia dei Medontidi, nacque ad Atene e fu famoso come legislatore ma anche come poeta. Nel periodo in cui viveva, quasi tutte le terre dell’Attica erano in possesso degli aristocratici, i piccoli proprietari terrieri avevano perso tutte le terre e molti erano costretti a farsi schiavi. Solone fu chiamato a risolvere la situazione. Si impegnò così a modificare la costituzione, con la σεισαχθεια cancellò i debiti e divise la popolazione in quattro classi per basare la partecipazione alla politica sul reddito.
Pentacosiomedimmi: coloro che avevano 500 medimmi (1 medimmo = 52 litri di grano)
Cavalieri: coloro che avevano 300 medimmi e quindi la somma per avere un cavallo
Zeugiti: 200 medimmi, la somma per avere una coppia di buoi
Teti: coloro che avevano meno di 200 medimmi ed erano lavoratori salariati

Le prime tre classi avevano accesso alle magistrature maggiori e all’arcontato. I Teti invece potevano partecipare solo all’ecclesia.
In seguito alla creazione della nuova costituzione, Solone andò in esilio volontario ma si dice che prima fece promettere ai suoi cittadini, di non cambiare le sue leggi per almeno dieci anni. Purtroppo le cose non andarono come egli sperava, la sua riforma infatti non ebbe successo, i nobili infatti si lamentavano della liberazione dei contadini e il ceto medio non era favorevole all’estensione della cittadinanza ai nulla tenenti. Quando infatti dopo egli fece ritorno ad Atene, provò il dolore di vedere instaurata la tirannide di Pisistrato e morì ancora con la speranza di rivedere ritornare la libertà nella sua città. Le sue opere poetiche più importanti furono L’elegia a Salamina. Le esortazioni agli Ateniesi, e le Esortazioni a se stesso.

L’Elegia a Salamina

Questo fu il suo primo intervento pubblico e anche il suo primo contributo alla poesia. Secondo la tradizione, Solone fingendosi pazzo, incitò gli Ateniesi a riprendere l’isola di Salamina, contesa con i Megaresi e l’orazione ebbe tanto successo, da infiammare l’animo degli ateniesi che combatterono valorosamente, riprendendosi così l’isola.

Le Esortazioni agli Ateniesi

Di quest’opera faceva parte l’Eunomia, dove si descrive la costituzione Ateniese. Vi è un monito a far attenzione ai danni di un cattivo governo, e una condanna alla cupidigia degli Ateniesi. Tutto il tono del componimento è di genere paideutico teso quindi all’insegnamento.

Le Esortazioni a se stesso

Di quest’opera faceva parte l’Elegia alle Muse, distici elegiaci rivolti in forma di preghiera a Mnemosine musa della memoria.

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