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Forme dei Morialia di Plutarco

Le forme che Plutarco utilizzò nella scrittura e nella stesura della sua opera principale, i Moralia, sono sostanzialmente due: il dialogo e il trattato.

Dialogo: Il dialogo usato da Plutarco, benché ispirato fondamentalmente al modello greco platonico, manca di base della sua dialettica di indagine (fondata su una struttura che potremmo chiamare amebea, ricca di botta e risposta, simile a quella che ritroviamo nei testi di Teocrito). Molto spesso Plutarco utilizza il dialogo come una forma introduttiva, a volte addirittura come semplice cornice per le sue opere, per cui risulta poco più di un orpello decorativo. Difatti, è proprio per questo motivo che i personaggi che prendono parte al dialogo non sono caratterizzati quasi mai.

Trattato: Il tipo di trattato utilizzato da Plutarco può essere una forma di declamazione oratoria, o ancora una lunga dissertazione storico – scientifico – filosofica, che raccoglie i tratti principali dei tre tipi di discorso e li amalgama. Altre volte invece il trattato di Plutarco assume le vesti di una diatriba cinico – stoica: i toni diventano decisamente colloquiali e l'approccio con i lettori è molto più diretto di quanto non sia nei tipi di trattati precedenti.

Alcune volte poi, il suo trattato ha una forma tipicamente epistolare, come se Plutarco cercasse in qualche modo di legarlo al dialogo.

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