blakman di blakman
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Noi come foglie

Come le foglie che fa germogliare la stagione di primavera
ricca di fiori, appena cominciano a crescere ai raggi del sole,
noi, simili ad esse, per un tempo brevissimo godiamo
i fiori della giovinezza, né il bene né il male conoscendo
dagli dèi. Oscure sono già vicine le Kere,
l'una avendo il termine della penosa vecchiaia,
l'altra della morte. Breve vita ha il frutto
della giovinezza, come la luce del sole che si irradia sulla terra.
E quando questa stagione è trascorsa,
subito allora è meglio la morte che vivere.
Molti mali giungono nell'animo: a volte, il patrimonio
si consuma, e seguono i dolorosi effetti della povertà;
sente un altro la mancanza di figli,
e con questo rimpianto scende all'Ade sotterra;
un altro ha una malattia che spezza l'animo. Non v'è
un uomo al quale Zeus non dia molti mali.

Il tema della giovinezza fuggevole su cui incombe l'incubo della detestata vecchiaia costituisce il principale motivo di ispirazione e riflessione di questa poesia.Al tempo di Mimnermo,la similitudine uomini-foglie era probabilmente gia divenuta luogo comune per esprimere il carattere effimero della vita umana,evidente non solo negli individui ma anche nell'avicendarsi delle generazioni;perciò il poeta,usandola,si esponeva consapevolmente al pericolo di apparire solo un banale imitatore:ma egli seppe evitare questo rischio,sia dal punto di vista contenutistico-concettuale che da quello formale.Si vive per godere della giovinezza con l'angoscia della sua fugacità,si invecchia per provare il disperato rimpianto per ciò che si è perduto nella sconsolata contemplazione della propria desolazione.

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