Menandro, Dyscolos

Sul conto di Menandro abbiamo poche informazioni. La sua nascita è collocata tra il 341 e il 340 a.C.
Alcune fonti, infatti, affermano che Menandro fosse coetaneo e sinefobo (compagno d'armi) di Epicuro.
Scrisse almeno un centinaio di commedie, tutte perdute fino ad alcuni rinvenimenti papiracei fatti in Egitto in epoca recente. In questi papiri sono stati trovati il Dyscolos, l'Arbitrato (800 versi), la Samia (700 versi), l'Aspis (500 versi), i Perikeiromene (500 versi).
Queste commedie sono rappresentabili anche ai giorni nostri.
Gli antichi apprezzavano di Menandro due aspetti:
1) eleganza del linguaggio;
2) realismo;
Mimesis biou --> imitazione della vita.
Menandro è molto attento alle sue trame e l'esame della sua commedia rivela che questa attenzione alla coerenza si fa sempre maggiore col passare del tempo.
Ma sul suo realismo c'è stata un'ampia discussione critica: Albin Lesky sostiene che il suo realismo non va ricercato nelle trame perchè queste sono spesso artificiose e caratterizzate da continui colpi di scena.
Il suo realismo va quindi ricercato nei personaggi. Questa tesi non regge perchè non si capisce come possano essere realisti personaggi calati in situazioni surreali. Se guardiamo alle trame di Menandro c'è una complicazione artificiosa legata ai meccanismi del comico. In realtà, il gioco di tormentone riflette il disagio del mondo greco all'indomani della conquista macedone. In questo senso la commedia di Menandro è REALISTICA.

Dyscolos (Δύσκολος)

Questo titolo è stato tradotto in vari modi: l'asociale, l'intrattabile, il misantropo.
La traduzione "misantropo" richiama il titolo di una commedia di Moliere, chiamata appunto il Misantropo.
Il protagonista è Cnemone, un misantropo che ha allontanato da sè, a causa del suo comportamento poco rispettoso, la moglie che va a vivere con Gorgia, il figlio avuto dal suo primo matrimonio. Cnemone rimane da solo con la figlia, che tiene segregata in casa, e la nutrice della figlia, che ha il compito di sorvegliarla.
Cnemone vive da solo poichè non si fida degli altri. Pensa che chiunque gli si avvicini lo faccia solo per un fine utilitaristico. La figlia cresce e attira le attenzioni del giovane Sostrato, sinceramente innamorato di lei. Sostrato vorrebbe avvicinare Cnemone per chiedere la mano della figlia ma non ci riesce poichè Cnemone è molto schivo. Sostrato chiede aiuto a Gorgia per avvicinarlo ma il sospetto di Cnemone aumenta.
Cnemone, un giorno, cade in un pozzo e rischia la morte. Il suo isolamento si ritorce contro di lui poichè non c'è nessuno disposto a salvarlo ma, fortunatamente, vengono in suo aiuto Gorgia e Sostrato. Cnemone è costretto a rivedere la sua posizione nei confronti dei ragazzi perchè hanno compiuto un atto disinteressato verso di lui, senza chiedere alcuna ricompensa. Per sdebitarsi, Cnemone adotta Gorgia, lo nomina erede universale e lo incarica di trovare un marito alla figlia. A questo punto Gorgia indica, come persona adatta a sposare la figlia di Cnemone, Sostrato poichè anche a lui è dovuto il salvataggio di Cnemone.

La commedia si chiude con due matrimoni:
Sostrato sposa la figlia di Cnemone e Gorgia la sorella di Sostrato.

Questa è la trama tipo delle commedie di Menandro. C'è una situazione iniziale che viene messa in crisi dal corso degli eventi e dall'intervento della Τύχη. Il finale vede lo scioglimento lieto di tutte le complicazioni della vicenda:
- virtù premiata
- vizio corretto
La persona che ha torto, alla fine, lo ammette e lo corregge.
Cnemone non viene fatto oggetto di un aggressione comica dagli altri personaggi, ma viene compreso perchè anch'egli è un essere umano.

Nel Δύσκολος sono contenuti spunti di polemica filosofica. L'asocialità di Cnemone rappresenta la filosofia cinica.
I filosofi cinici rifiutavano il consorzio umano in quanto ritenevano che la società fosse fonte di corruzione per l'uomo perchè creava bisogni inesistenti. Essi predicavano una vita basata sul ritorno allo stato di natura. Il termine cinici deriva dal greco κύων, cane. I cinici, in pratica, vivevano come randagi--> rifiuto dell'igiene personale...

"La cinica è contraddittoria perchè predica il ritorno allo stato di natura senza contare che la socialità è iscritta nella natura umana." (Aristotele)

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