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Lisia - Le opere

Le opere di Lisia consistono in 34 orazioni e si suddividono in:
- 2 orazioni epidittiche;
- 32 orazioni giudiziare.

Le orazioni epidittiche
Sono orazioni scritte in occasioni di cerimonie pubbliche.
È da ricordare che per il suo status di meteco, Lisia non ha mai potuto pronunciare tali orazioni.
Le due orazioni epidittiche sono:
- "Olimpico", scritta in occasione dei Giochi olimpici del 388. Il tema principale è dato da un invito, rivolto da Lisia ai cittadini, alla rivolta contro i tiranni. Si tratta ovviamente di un'immaginazione. Ha sapore politico, e probabilmente è stata solo letta e non pronunciata in pubblico;
- "Epitafio" è un esaltazione funebre per i caduti nella guerra di Corinto del 399-394 a.C.

Le orazioni giudiziarie

- Contro Agorato: è un'orazione di accusa nei confronti di Agorato, che aveva atteggiamenti da sicofante. Muoveva false accuse contro i politici, sotto compenso, per eliminarli dalla scena politica. Era accusato di aver fatto arrestare i democratici. Le accuse politiche vengono mascherate da un fatto di cronaca: Agorato era accusato anche dell'omicidio di un cittadino.
- Contro i mercanti di Grano: orazione in cui un cittadino accusa i mercanti di grano della speculazione sul prezzo del grano.
- Per Mantineo: l'orazione è in difesa di Mantineo, che era stato accusato di essersi iscritto alla classe dei cavalieri. In quell'epoca, diversamente che nel periodo di Aristofane, i cavalieri non erano piu una classe sociale elevata. L'accusa era abbastanza paradossale, ma la difesa lo era ancor di più. Mantineo si difende dicendo che si era trovato per puro caso in quella classe sociale.

Altre due orazioni di Lisia sono assimilabili alla tipologia delle orazioni patrimoniali per la loro tematica. Si tratta della Contro Ippoterse e della Contro Diogitone.
La più importante tra le due è la Contro Diogitone, in cui viene trattata una vicenda familiare. Il fratello di Diogitone aveva affidato i figli a quest'ultimo, il quale veniva accusato dal fratello per avere male amministrato i patrimoni dei nipoti.

Un altro blocco di orazioni è individuabile nel tema delle orazioni contro la persona. Esse sono:
- Per l'ulivo sacro: in questa orazione un anziano si difende dall'accusa di avere estirpato un ulivo sacro. L'argomentazione è basata sul κερδος, ovvero sul guadagno. Il vecchio non avrebbe avuto motivo di estirpare l'ulivo dal momento che per lui era la fonte di guadagno.

- Per l'invalido: un invalido viene accusato di essere un "finto invalido". Egli infatti era stato visto andare a cavallo e possedere dei negozi.
- Per il soldato: è un'orazione in cui Lisia difende un soldato che ha usato termini diffamatori contro i suoi superiori.
- Contro Simone: è un orazione molto interesse, in quanto tratta di temi inerenti al sentimento amoroso. Simone infatti è accusato di avere fatto violenza contro un rivale in amore col quale contendeva l'amore di un giovinetto.
- Per l'uccisione di Eratostene: orazione in cui Eufileto, piccolo proprietario terriero, scopre che la moglie lo tradisce con Eratostene. Eufileto, che non dubitava affatto della moglie, viene a sapere della relazione grazie ad una donna inviata da un'altra amante di Eratostene, preoccupata del fatto che Eratostene non la frequentava più. Eufileto allora, armatosi di testimoni oculari, cerca di cogliere gli amanti in flagrante.
Questo processo è intentato dai parenti di Eratostene, i quali accusano Eufileto di averlo ucciso vicino al focolare domestico, ovvero nella zona sacra della casa.
L'orazione è importante in quanto la donna non ha alcuna colpa, ma è solo disonorata, e vive in uno stato di αθιμια. Il nome Eratostene non è da confondere con quello dell'omonimo tiranno Eratostene. Infatti Lisia parla di Eratostene μοιϰος come di un giovinetto che "ama" per lavoro. Il tribunale utilizzato non è l'Areopago, ma il Delfinio.

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