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Lirica Corale

La lirica corale, prima di divenire poesia aristocratica fu la grande lirica dei greci. I componimenti melici furono vari (inno, prosodio, treno, epitalamio etc.) differenti per contenuti e occasioni di esecuzione. Nata fra i Dori, conservò il dialetto dorico arricchito dal dialetto omerico. Ebbe molta fortuna a Sparta e i cantori ritenevano la città Lacedemone, punto di approdo al successo, perché a differenza di quanto si possa credere, il pubblico spartano era esigente e attento. La lirica corale era eseguita su commissione, il poeta doveva quindi curare molto la forma, per stupire il pubblico ed intascare il compenso per il successo ottenuto. La lirica corale, aveva molta importanza negli agoni sportivi, dove alla fine delle premiazioni, veniva eseguito l’Epinicio. Esso si svolgeva secondo schemi precisi: l’attualità (dove si menzionava l’atleta e i meriti) l’episodio mitico e la gnome. I maggiori giochi della Grecia erano le Olimpiadi, che si tenevano ad Olimpia ogni quattro anni, le Pitiadi, le Istmiadi e le Nemeiadi.

I Primi Cantori

Terpandro: fu un grande innovatore della musica, visse a Sparta dove fondò una scuola musicale. Pare ideò la lira a 7 corde (eptacordo) in luogo di quella a 4 e perfezionò anche lo schema del nomo citaredico, rendendolo più complesso.

Taleta: secondo la tradizione fu mandato a Sparta dall’oracolo di Delfi, dove con le sue composizioni sedò le discordie interne e qui poi diresse in seguito le Gimnopedie.

Arione: su di lui circola una nota leggenda, “Arione e il delfino” che lo rende, più un personaggio mitico che storico. Pare comunque che perfezionò il ditirambo dionisiaco e cambiò la posizione del coro da quadrangolare a circolare.

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