L'Epillio Ecale di Callimaco

È una breve composizione di argomento mitico in esametri. L’Ecale è un poemetto in cui l’estetica callimachea della poesia dotta e raffinata trova compiuta espressione. È narrato un mito locale ateniese: il giovane Teseo, inviato a catturare il selvaggio toro di Maratona che devasta la regione, viene ospitato da una vecchietta, Ecale, che lo intrattiene amichevolmente. L’incontro avviene nella capanna in cui Ecale vive solitaria e dove Teseo decide di trascorrere la notte prima della prova; così condividono una povera cena durante la quale Ecale racconta la storia della sua vita, un tempo felice, ed ora triste e solitaria. Il mattino dopo Teseo parte, affronta il toro; il toro viene soggiogato ed Ecale muore di crepacuore credendo che Teseo fosse stato ucciso. Teseo, commosso, onora la vecchia istituendo una festa e dando il suo nome ad un villaggio dell’Attica. L’incontro tra la vecchia e l’eroe costituiva il vero nucleo artistico dell’episodio e dava luogo alla spiegazione eziologica di un nome. Il testo procedeva incorporando vari personaggi di natura non eroica: due cornacchie, che disquisiscono di miti rari. Si tratta dunque di un impasto dai toni commisti, che realizzano un racconto epico ricco di divagazioni. Di quest’opera restano scarni frammenti papiracei grazie ai quali si può solo intuire il modo di sviluppare temi epici: una trama preziosa, trapunta di grosse forme epiche rare o utilizzate con nuovi significati, attenta a impressionistici dettagli tratti dalla vita quotidiana e percorsa da un sottile umorismo.

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