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Sofocle (Atene 497 a.C.- 406 a.C.). L’opera di Sofocle uno dei tre tragici della Grecia classica, si sviluppa nel periodo di massimo splendore della civiltà ateniese. Nato da famiglia borghese e agiata, fu amico di eminenti personaggi della vita politica e culturale ateniese e fu molto attivo nella vita pubblica. Pare abbia composto più di 120 opere, e vinse molti dei concorsi per tragediografi che ogni anno si tenevano ad Atene. Di lui ci sono pervenute integralmente soltanto sette tragedie, sufficienti però per rivelare il genio dell’autore.
La produzione teatrale di Sofocle era caratterizzata da un rassegnato pessimismo e da uno sconfitto alla volontà degli dei. L’eroina di Sofocle è Antìgone, mentre il suo eroe è Edìpo.

Eschilo (525 a.C. – Gela 456 a.C.). Fu il primo tragico ateniese. Nato da una famiglia nobile ateniese, a soli venticinque anni prese parte al primo concorso e a trentacinque anni partecipò alla battaglia di Maratona e combatté anche a Salamina. Ad Eschilo si deve anche l’introduzione dei costumi nel teatro e fu proprio lui a rappresentare al teatro greco di Siracusa la prima tragedia intitolata “I Persiani” che riscosse molto successo. Eschilo sviluppava concezioni etiche e religiose basate essenzialmente sul rapporto fra delitto e castigo.

Euripide (Salamina 480 a.C. – Pella 406 a.C.). Nato da una famiglia appartenente al ceto dei negozianti, che probabilmente godeva di una certa agiatezza; non partecipò mai alla vita politica. Esordì in teatro nel 455 a.C.. Sulla sua morte esiste una leggenda che vuole che il poeta sia finito sbranato dai cani. Euripide dà un’impennata più moderna alla concezione della tragedia, è il poeta dell’ansia e dello sconforto sulla fragilità della natura umana.

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