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Baccanti - Euripide

La Tragedia "Baccanti" è stata scritta da Euripide mentre era alla corte del re di Macedonia, Archelao. Composta tra il 406 e il 407 a.C., viene considerata l'opera della piena maturità. Per la prima volta venne rappresentata ad Atene, intorno al 403 a.C.; questa tragedia ha tante caratteristiche singolari. In essa si rintracciano le conclusioni del pensiero euripideo e troviamo convogliate tutte le posizioni del rapporto tra Dio e l'uomo. La singolarità consiste nel fatto di essere l'unica tragedia di carattere religioso: la figura di Dioniso era presente dall'inizio alla fine. La scelta della divinità prevalente è proprio quella dionisiaca, che segna il tragico. Dioniso era ritenuto responsabile del comportamento delle Baccanti. La problematica centrale consiste nel riconoscimento da parte dell'autore della forza dirompente della divinità. Euripide si è avvicinato all'idea di divinità, che pure accetta in maniera problematica; è probabile che negli anni della maturità si sia voluto avvicinare alla religione per avvicinarsi ai valori tradizionali che potevano indurre l'uomo comune ad avvicinarsi alla religione.

Spesso il mito viene modificato da Euripide: egli ricorre al deus ex machina in quanto l'uomo da solo non riuscirebbe nei suoi intenti se non sorretto e guidato dall'aiuto della divinità.

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