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L'epigramma

Inizialmente era utilizzato solamente per iscrizioni funebri e commemorative su lastre di pietra o vasi di terracotta. Successivamente divenne un vero e proprio genere letterario che si contraddistingueva per la sua brevità. Il primo esempio fu la Coppa di Nestore risalente all'VIII secolo a.C. Il metro utilizzato era il distico elegiaco. I temi caratterizzanti il genere epigrammatico erano: l'aprosdoketon, cioè il rovesciamento di senso a fine componimento o svelamento del senso tenuto nascosto; il paraklausituron, il canto dell'innamorato davanti alla porta chiusa dell'amata; l'apostrofe alla lampada, muta testimone degli incontri amorosi; il tema del vino, rivelatore delle pene dell'animo; l'ekfrasis, la descrizione di un manufatto artistico e l'epitaffio funebre per animali domestici fittizi che alludevano a personaggi illustri o al poeta stesso. Tra le raccolte epigrammatiche più significative ricordiamo: l'Antologia Palatina, che raccoglie 3700 componimenti di oltre 300 poeti ed è quella più importante; l'Antologia Planudea, più piccola ma che integra con 388 componimenti quella precedente. Tra le raccolte antiche risalenti al I secolo a.C. abbiamo quelle di Meleagro e Filippo di Tessalonica intitolate Corona (perché ogni poeta veniva paragonato ad un fiore o ad una pianta), del VI secolo quella di Agatia chiamata Ciclo (i poeti erano paragonati a pietanze prelibate) e del X secolo quella di Costantino Cefala. Distinguiamo due correnti letterarie dell'epigramma: quella dorico-peloponnesiaca (più conservatrice con temi funebri e commemorativi) e quella ionico-alessandrina (più innovativa con temi erotici e simposiaci). Alla prima corrente appartengono Anite, di cui ci sono rimasti 21 componimenti che affrontano tematiche molto varie (dal tema patriottico a quello funerario); Nosside, di cui abbiamo 11 componimenti basati più che altro su tematiche amorose e saffiche; Leonida, il quale fu il più importante autore epigrammatico che affronta tematiche molto varie (mondo degli emarginati, temi letterari ed ecfrastici, votivi, funerari, sentenziosi, autobiografici), la sua fama fu notevole nel mondo latino. L'esponente più importante della corrente ionico-alessandrina fu Asclepiade (si ricordi il verso "asclepiadeo") che affronta il tema simposiaco, amoroso e saffico ma applicato a relazioni fugaci e senza impegno. Meleagro fu invece esponente di spicco dell'epigramma fenicio; i temi affrontati sono per lo più riconducibili a quello amoroso: egli vive delle relazioni intense e struggenti, dalle quali trae piacere e sofferenza.

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