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Demostene:vita e opere

È il massimo rappresentante del γένος συμβουλευτικov (eloquenza politica). Demostene è molto più calato nelle vicende del suo tempo rispetto ad Isocrate, rappresentate dell'eloquenza epidittica. Demostene rimase fedele all'ideale della polis democratica, rifiutando di conoscere l'ineluttabilità del cambiamento storico (Grecia sotto la Macedonia).

Vita e opere

Nacque ad Atene nel 384 da una famiglia agiata il padre era un fabbricante di armi, di spade di grande successo. La vita di Demostene fu nei primi anni pesantemente condizionata dalla precoce orfanezza, morto improvvisamente il ricco padre il cospicuo patrimonio famigliare fu affidato ad Afobo e Onetore, che svolsero il loro incarico intascandosi quasi per intero le ricchezze lasciate dal padre del futuro oratore. Demostene adolescente si mise alla scuola di Iseo, percepiva delle parcelle meno salate di quelle che Isocrate faceva sborsare ai suoi allievi. Demostene aveva un difetto di pronuncia e corresse questo difetto dedicandosi intensamente allo studio. I discorsi delle storie di Tucidide sono dei testi più tenuti presenti da Demostene. I primi anni della sua vita furono distinti da relative ristrettezze economiche. Esordisce in campo giudiziale in prima persona per tentare di recuperare almeno in parte l'eredità paterna. Riuscì a recuperare l'eredità paterna, in seguito proseguì l'attività di oratore giudiziario come logografo. Nel corpus demostenicum che consta di 60 orazioni ci sono pervenuti diversi discorsi giudiziari non tutti però sono autentici. Tra quelle autentiche non è autentica la "Contro neera". Le "Contro Conone" e "in difesa di Formione" sono autentiche e degne di nota.

Il suo stile raggiunge esiti diversi e superiori a quello dello stile di Lisia. Di lì a poco esordisce nel mondo della politica ateniese con una serie di discorsi che risalgono al periodo immediatamente successivo alla guerra sociale. Demostene esordisce Nell'agone politico. Questi discorsi trattano vari aspetti della realtà politica ateniese, da una parte riflettono le ambizioni di una polis che nonostante il grave dissesto delle sue finanze non rinunciava completamente ai suoi sogni di egemonia, dall'altra questi discorsi pingono l'accento sui problemi economici e suggerisce delle soluzioni (Per la libertà dei rodiesi e Megalopoliti)
Per la libertà dei rodiesi c'è un discorso per la libertà dei rodiesi.
Demostene attacca sia le monarchie sia i regimi oligarchichi.
Altri discorsi di questo periodo sono indirizzati contro vari personaggi politici del tempo e questi discorsi hanno lo scopo di rimuovere dalla scena politica personaggi legati al vecchio regime (l'orazione contro leptine)
Demostene nel l'orazione contro Aristofane ci offre uno spaccato della situazione dei tribunali del tempo.
Il primo discorso di questo gruppo, che è il più importante pronunciato nel 351 o nel 349 fu la prima filippica. Demostene sferza i suoi cittadini ricorrendo all'arma del l'ironia e del sarcasmo per invitare ad abbandonare la loro inerzia e a contrastare l'energica politica di Filippo, con una politica altrettanto energica. È convinto di potere fermare l'avanzata Macedonica.
Nelle olintiache Demostene sprona i suoi cittadini ad andare in difesa di Olinto a contrastare le manovre di un nemico prevaricatore ingiusto. Sono 3, sono del 349-348. Le olintiache valsero a muovere la politica ateniese, ma non in tempo per sottrarre Olinto dalle mani di Filippo II.
Nel 348 fece parte dell'ambasceria che si recò a Pella (Macedonia). Invita i cittadini ad aderire agli accordi di pace presi in Macedonia. Demostene tenta di mettere fuori gioco Eschine con l'orazione sull'ambasceria corrotta.
Nel 344 a.C compose la seconda filippica in cui attacca il partito ateniese filo-macedone, in particolare Eschine, corrotto dall'era macedone. Eschine rispose con un'orazione e riuscì ad ottenere l'assoluzione seppur con pochi voti. Demostene proseguì con l'intento di far fallire il piano di Filippo. Nel 341 a.C scrisse la III filippica, forse il suo capolavoro, richiamo tutta la grafia in un'alleanza anti-macedone. La IV filippica è considerata da alcuni spuria, altri un collage di vari discorsi di Demostene (come Canfora). L'azione politica di Demostene proseguì instancabile con tanta determinazione che formo una coalizione antimacedone. L'esito bellico dia questa poderosa attività politica è diplomato a fu infausto. La coalizione antimacedone fu battuta in Beozia. Gli ideali di Demostene non tramontarono nello spirito del grande oratore e patriota. Nel 336 Ctesifonte propose di tributare a Demostene un altissimo onore che aveva già ottenuto, una corona d'oro per meriti civili. Eschine penso di non doversi lasciar fuggire l'occasione di non attaccare Demostene con un'orazione. Demostene ripose con il suo capolavoro "In difesa della corona" quanto all'aspetto giuridico non lo discute perché sapeva di avere la coda di paglia, invece rievoca la sua condizione politica.
Il popolo ateniese sconfitto si riconobbe nella linea politica attuata da Demostene. Nel 324 venne coinvolto nel famoso scandalo di Arpalo: arpalo era il tesoriere di Alessandro magno che a un certo punto durante la campagna del sovrano penso bene di fuggire con un ingente tesoro e fuggire ad Atene. Alessandro pretese l'estradizione di Arpalo. Demostene fu condannato a un ingente multa, ma non potendo pagarla venne incarcerato ed evase quasi subito per la precisione rimase in attica. Questa condizione ebbe fine ben presto per che nel 323 anno successivo atenei insorse tentando di conquistare la libertà.
Muore nel 323 avanti cristo (morte di Alessandro magno). Nel 24 muore anche Alessandro magno.
Demostene rappresenta il culmine dell'oratoria greca, l'elogio più alto gli sarà tributato da Quintiliano che nel X libro della "Instituitio oratoria lo definisce

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