Genius 18666 punti

Aristofane - Le nuvole

Trama


La breve commedia di Aristofane nara le vicende di un contadino e del rapporto che questi conserva con figlio Filippine. Il racconto inizia con un monologo di Strepsiade che rinnega il giorno in cui si è legato in matrimonio con la nobile moglie della quale lo steso figlio ha ereditato ad esempio la passione per i cavalli. Propiro a causa di questo interesse, Filippide è invitato dal padre a frequentare il pensatoio, al fine di, avendo accumulato ingenti debiti, evitare il pagamento di questi ultimi, coi relativi interessi maturati, attraverso la capacità retorica. Al rifiuto del figlio Strepsiade è costretto a partecipare alle lezioni del famoso Socrate in persona; tuttavia la vecchiaia e la mancanza di quell'ingenuità che caratterizza spesso i giovani, fanno in modo che il filosofo lo espelli dalla scuola. È a questo punto che Filippine è veramente costretto a frequentare il pensatoio: il filosofo così insegna al giovane l'oratoria, suddivisa in due parti. Il discorso peggiore aveva sempre la meglio sul discorso migliore in quanto, mentre quest'ultimo è capace di prevalere solo in relazione alle questioni giuste, il primo vince anche sui fatti ingiusti e soprattutto corrotti. Il giovane ripudia così in parte le tradizioni, rivolgendosi al padre con prepotenza e arroganza. Strepsiade, pentito di aver mandato il figlio a scuola in quanto tutto il sapere nuoce solo a lui, incendia il pensatoio come vendetta personale.
Personaggi

I personaggi della commedia sono pochi e quindi possono essere considerati tutti principali. Il primo individuo ad essere introdotto è Strepsiade, con il cui monologo ha inizio il racconto. Questi è un ricco contadino coniugato con una nobildonna, il quale uomo tenta di vincere i creditori attraverso l'arte del parlare: si iscrive così al pensatoio da dove però viene quasi scacciato a causa del suo carattere, distinto dalla prepotenza di imparare e dalla sicurezza di farlo velocemente.
Il secondo protagonista della storia è Filippide, figlio di Strepsiade, giovane caratterizzato fin da subito per la sua passione per i cavalli, qualità che secondo il padre, Filippide ha ereditato dalla madre. Il fanciullo, quando, nella seconda parte, accetta di frequentare la scuola, grazie alla sua ingenuità e quindi alla mancanza di prepotenza nel conoscere, impara le diverse vie dell'oratoria: discorso migliore e discorso peggiore che Socrate mette in scena con grande bravura. È qui che avviene la presentazione del personaggio di Socrate, che diventa, fuori dalla commedia vera e propria, un reale individuo storico, che a venticinque anni dalla prima rappresentazione, viene condannato a morte. In lui si rispecchia perfettamente l'uomo riformista, capace di criticare le tradizioni del tempo e soprattutto le divinità onorate. Attraverso i discorsi rispettivamente migliore e peggiore, e le brachilogie, ovvero i discorsi brevi, il filosofo trasmette agli ingenui, cioè coloro che sono convinti di non conoscere, il vero sapere e quindi l'arte del parlare. L'ultimo partecipante al racconto è il coro, rappresentato dalle nuvole cui Strepsiade si rivolge per risolvere il problema dei debiti. Il coro, qui, come in gran parte delle opere ha il compito di commentare, o meglio dare dei consigli diversi per ogni personaggio, che siano utili al suo operato. Oltre al coro appare Corifea, esponente di questo complesso di persone.
Tematiche

La tematica principale che viene affrontata è il mutamento della società e di conseguenza di tutti gli usi e le tradizioni tipici di essa: la filosofia è un mezzo molto importante attraverso il quale il mutamento ha potuto veramente essere tale. Nella commedia si individuano, infatti, i passi principali della dottrina socratica, ovvero l'avversione nei confronti della tradizione, soprattutto per quanto riguarda l'ambito divino. Socrate, maggior esponente di questa filosofia, critica le divinità finora onorate, diffondendo tra i giovani, in particolare, un messaggio di riforma i cui aspetti essenziali sono resi noti alla fine da Filippide, nel suo comportamento innovativo nei confronti del padre.
Un altro argomento su cui Aristofane si sofferma spesso e con molta accuratezza è l'alternanza tra vecchio e nuovo, antico e attuale, anziano e giovane. Partendo proprio dal giovane Filippide e dall'anziano Strepsiade, si nota come ad essi si abbinino rispettivamente aspetti nuovi e aspetti vecchi, sia per quanto riguarda gli elementi concreti sia per quanto riguarda concezioni e idee. Socrate fra loro è l'intermediario, il quale introduce un'altra coppia di contrari, ovvero quella del discorso peggiore e del discorso migliore. Si può infine prendere in considerazione, come tema senz'altro secondario, le abitudini dei nobili, caratterizzati sempre dalle passioni o attività altrettanto dignitose, come quella dei cavalli o, per alcuni, del gioco d'azzardo.

Registrati via email