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Aristofane - Le nuvole (2)

La vita di Aristofane ed il contesto storico in cui ha vissuto,analisi dettagliata de "Le Nuvole"

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"Le nuvole" di Aristofane
Aristofane
Dati biografici

Commediografo greco nato verso il 445 a.C. e morto circa nel 385 a.C.. Poco è noto della sua vita: nacque ad Atene nel demo Citadenèo della tribù Pandionide. Scrisse 44 commedie, ma solo 11 sono di datazione sicura: Acarnesi (425), Cavalieri (424), Le Nuvole (423), Vespe (422), Pace (421), Uccelli (414), Tesmoforiazuse e Lisistrata (411), Rane (405), Ecclesiazuse (392), Pluto (388). Ebbe tre figli: Ararote, Filippo e Nicostrato, commediografi anch'essi. Riportò quattro volte il primo premio nelle gare poetiche, tre volte il secondo, una volta il terzo, superando così ogni altro commediografo.

L'Atene del suo tempo
Intorno al 460 a.C. il partito democratico de Efialte e di Pericle salì al potere approfittando di alcuni insuccessi dei conservatori che fino ad allora avevano guidato la politica della città. Pericle guidò da solo per oltre 30 anni le sorti di Atene, rispettandone i principi democratici: con una grandiosa politica di nuove costruzioni e di abbellimenti della città, egli diede lavoro e benessere alle nuove masse poopolari a cui aveva anche dato l'effettiva possibilità di occuparsi della cosa pubblica istituendo un'indennità per quei cittadini che avessero dovuto fungere da giudici popolari. È in questa età che Atene divenne il centro morale dell'Ellade cui convenivano da ogni località greca poeti, retori e sofisti: qui sorsero nel secolo successivo le grandi scuole filosofiche dell'Accademia e del Peritato che improntarono di sé gran parte della filosofia antica. Giovò anche alla gloria di Atene l'essere divenuta paladina dei movimenti demografici di tutto il mondo greco, contrapponendosi in ciò agli ideali statici e conservatori propugnati dalla sua grande rivale, Sparta.

La politica estera di Atene durante l'età periclea fu essenzialmente volta ad affermare il primato della città sul resto della Grecia e, nel tentativo di raggiungere questa supremazia, Atene lottò soprattutto contro Tebe e Sparta; contro queste due città e ele loro alleate dovette sostenere più tardi la lunga e sfibrante guerra del Peloponneso (431-404), provocata e voluta dallo stesso Pericle, nella quale Atene vide infine crollare il proprio predominio. Poche anni dopo Atene tornò a lottare con le altre città greche per l'egemonia: la ripresa fu manifesta durante la guerra corinzia, che si svolse nei primi anni del IV sec., quando Atene, alleatasi con le altre città greche scontente del predominio spartano, Tebe, Argo e Corinto, diede un grave colpo al predominio spartano, particolarmente sul mare, dove, nella battaglia di Cnido (394), la flotta fenicio ateniese, comandata da Conone, distrusse per sempre il predominio navale spartano.

Le Nuvole
Azione
La commedia inizia con un monologo di Strepsiade, uno dei personaggi maggiori,in cui egli si lamenta dei debiti da pagare a causa dell'esagerata passione del figlio Filippide per i cavalli: Strepsiade ritiene che il fatto di avere sposato una donna di famiglia nobile, con tutti i vizi che ciò comporta, sia stato un errore, ciò ha influito sul carattere de figlio, facendone un ragazzo viziato e spendaccione.

Alla fine delle sue lamentele gli viene un'idea: in città c'è una scuola dove si insegna a parlare, e Strepsiade è convinto che con una buona dialettica si possano vincere anche le cause non giuste. Cerca di convincere Filippide a frequentarla, ma questi si rifiuta, perciò non gli rimane altro da fare che andarci lui stesso.

Strepsiade va alla scuola tenuta da Socrate, ma gli insegnamenti del filosofo risultano troppo difficili per lui, così convince definitivamente Filippide a frequentare la scuola. Filippide si rivela un ottimo allievo, impara talmente bene a parlare, grazie a Discorso Peggiore, che si convince di poter vincere qualunque disputa, ed una lite con il padre viene risolta a suon di botte. A questo punto Strepsiade si rende conte che la colpa è sua, perché ha cercato di ingannare gli altri, e di Socrate che ha cambiato Filippide; così il vecchio va al pensatoio e gli dà fuoco.

Personaggi maggiori
* Strepsiade: Vecchio contadino semplice che in un primo momento non esita minimamente a ricorrere alle arti ingannatrici della scuola di Socrate pur di porre fine ai propri guai finanziari. La sua natura semplice è testimoniata fin dall'inizio, quando sostiene di avere commesso un errore sposando una donna di gran casato, poiché individua nella casta di lei i germi della dabbenaggine del figlio Filippide, del quale critica anche "le fluenti chiome", che ancora una volta testimoniano le sue origini più elevate, derivanti dal casato materno.
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Quando regna l’ignoranzità... Gli strafalcioni fatti dai vostri insegnanti e dai vostri compagni.

Twilighterina97
Twilighterina97 scrive: Razzismo e "il fattaccio"

"Alunno:Prof,io non capisco quelli che non aprono la porta ai Testimoni di Geova. Questo è razzismo. Manco fossero ner..." Continua a leggere

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