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Archiloco, frammenti 30, 31 West

Nel primo dei due frammenti (frammento 30 West) il poeta ritrae, anzi, quasi dipinge in maniera estremamente dettagliata una fanciulla (quasi sicuramente un’etera) che ha con sé un ramo di mirto e una rosa e prova un intenso piacere.
Nel secondo frammento viene raffigurata la lunga chioma della ragazza, che “le ombreggiava le spalle e la schiena”.
I due brevi frammenti furono considerati parte di un unico componimento dal Bergk: è ipotesi non dimostrabile, anche se suggestiva e fortunata.
Come si ricava dalla citazione di Sinesio nel suo "Encomio della calvizie", la fanciulla descritta dal poeta è un’etera. Che non si tratti di errore del retore di Cirene è dimostrato dal fatto che il mirto e la rosa erano piante sacre ad Afrodite e, quindi, emblematiche di una sfera prettamente erotica. Ma per molto tempo i filologi hanno letto questi versi in chiave romanticheggiante, ipotizzando che essi fossero rivolti alla “fidanzata” Neobule. Ma si può, invece, concordare con il Marzullo, che afferma: “che lunga sinuosa chioma fosse attributo, civetteria di etera, non di fanciulla candida o costumata donna, sappiamo per altra via”. Dunque, si dovrebbe, invece, pensare alla narrazione di una performance erotica da parte dell’io narrante, nel consueto contesto del simposio degli "etairoi".

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