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Alceo

Alceo nacque nel 620 a.C. a Lesbo da una famiglia aristocratica e morì verso il 550 A.C. La sua vita fu segnata dal vivo interesse politico e dalla lotta contro il potere assolutistico. Questi scontri lo portarono più volte all'esilio, esperienza dolorosa che ricorre anche in un lungo frammento che si apre con il rimpianto del poeta per il suo allontanamento forzato dalle attività pubbliche che erano il prestigio della sua famiglia.Il vino é secondo Alceo gioia ed esaltazione delle sensazioni corporee; la sua estasi é verità dei pensieri ed é proprio questo dolce unguento che lenisce l'animo e ristora la mente dall'assillante preoccupazione del dolore. Altri temi trattati nelle liriche d’Alceo sono l'argomento mitico-religioso, e l'argomento epico; l'argomento mitico in qualche caso appare legato all'attualità, in particolare alla lotta contro il potere tirannico. La forte aderenza del poeta alla realtà e alla particolarità dell'occasione si riflette anche nel suo stile: esso è caratterizzato dall'alternanza di toni espressivi, ora più raffinati e simili alla prosa, ora più forti e potenti. La lingua eolica di cui si serve per comporre i carmi, è arricchita inoltre di parole rare provenienti forse dal parlato. Alceo fu considerato iniziatore di un certo tipo di poesia che troverà poi un degno successore nel poeta latino Orazio.

La tempesta

Sono stordito dalla furia dei venti
che un flutto ci spinge da un alto,
un altro dall’altro e noi siamo tratti
in alto mare con la nera nave,
ormai prostrati dalla grande tempesta,
perché l’acqua avvolge il piede dell’albero,
la vela è squarciata da capo a fondo,
e grandi brandelli ne pendono.
Le funi ormai cedono…

Lirica politica. Si tratta di un paragone che il poeta fa tra lo stato in cui vive e una nave nella tempesta.

Ipponatte

Poeta giambico greco, nacque ad Efeso e visse tra il 570 e il 500 A.C. Visse in ambiente plebeo, che ritrasse nella sua poesia con spregiudicato realismo. Della sua opera restano pochi frammenti, scritti nel dialetto ionico e caratterizzati dal prevedere del trimetro giambico s****nte.

Ad ermes

Ermes, Ermes diletto, figlio di Maia,
Cillenio, t’invoco, ho maledettamente freddo e batto i denti...
dà un mantello ad Ipponatte e una tunichetta e sandaletti
e pantofoline e sessanta stateri d'oro dell'altra parete.

Burlesca invocazione ad Ermete perché gli dia un po’ di roba da mettersi addosso durante l’inverno.

Anacreonte

Poeta lirico greco che nacque a Teo verso il 565 A.C. Lasciò la patria quando fu minacciato dai Persiani, chiamato a corte dal tiranno Policrate. Ad Atene, dove Ipparco lo invitò, ebbe grandi onori. Migrò infine presso gli Alevadi (signori della Tessaglia) e lì probabilmente morì. Gli alessandrini raccolsero le sue poesie in 5 libri: tre libri costituiti da carmi lirici, gli altri due erano costituiti da giambi ed elegie dedicatorie e funebri. Sono invece apocrife le celebri anacreontiche. Il sommo dio di Anacreonte, era Eros, che sembra giocare con i sentimenti dell’uomo. Unica nube è la vecchiaia, che toglie la bellezza e la capacità di godere la vita. La lingua usata è di straordinaria chiarezza, il metro, semplice anch’esso fu detto anacreontica.

Brindisi

Suvvia, ragazzo, portami
Quella gran tazza con un sol sorso,
berrò alla vostra salute dopo aver versato,
dieci mestoli d’acqua e cinque di vino,
perché voglio far onore a Dioniso,
senza violenza.

Il poeta vuol bere in onore di Dioniso, ma senza eccedere allungando una parte di vino con due di acqua, secondo la buona norma, perché il vino greco era denso e nessuno lo beveva puro.

Simonide

Nacque a Iulide nell’isola di Ceo, nel 556 a.C. e visse ad Atene alla corte di Ipparco, come Anacreonte. Poi passò in Tessaglia, ancora Ad Atene ed infine in Sicilia, alla corte di Gerone, tiranno di Siracusa. Morì in Sicilia nel 466. poeta corale.

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