Il greco

Con l’avvento della scrittura alfabetica incontriamo le prime testimonianze scritte del greco, che non si presenta tuttavia come una lingua unitaria, ma come un insieme di dialetti, alcuni sensibilmente diversi tra loro: si tratta di una varietà linguistica verosimilmente connessa a quella frammentazione politica che costituiste una caratteristica essenziale della storia grca fino a tutto il IV secolo a.C.
I diversi dialetti sono :
• Ionico – attico
• Eolico
• Dorico e dialetti nord – occidentali
• Arcaico – cipriota
• Panfilio
La lingua che chiamiamo genericamente ‘greco’ e che si studia nelle scuole è in realtà l’attico letterario del V-IV secolo a.C , che fu la lingua della grande letteratura ateniese d’età classica, quella cui sono consegnate molte delle opere che noi leggiamo.
Nella seconda metà del IV secolo a.C. il quadro politico cambia radicalmente. Filippo di Macedonia riunifica la Grecia sotto il proprio potere e il figlio Alessandro magno sottomette l’impero persiano, determinando alla sua morte la nascita in tutto il bacino orientale del Mediterraneo di una serie di regni assoluti e sopranazionale, gestiti da monarchi e da una serie di classe dirigente di origine, lingua e cultura greche. Fu l’inizio dell’età cosiddetta ellenistica. Si fece sentire a questo punto l’esigenza di poter disporre di una lingua che fosse comune a tutti e dunque relativamente accessibile: nacque allora, attraverso il processo di semplificazione del dialetto attico, che divenne la lingua internazionale dell’Oriente mediterraneo e tale rimase anche dopo la conquista romana
La lingua ufficiale dell’Impero Romano d’Oriente, che come Impero Bizantino sopravvive alla caduta di quello d’Occidente per circa dieci secoli, il greco in virtù del suo prestigio culturale continua a essere usati nel Mediterraneo orientale sia come lingua letteraria sia come lingua parlata per tutto il Medioevo: in questo periodo subisce però profonde trasformazioni fonetiche, sintattiche e grammaticali che anticipano in parte tratti del greco attuale.
Dopo la conquista di Costantinopoli ad opera dei turchi e il crollo delle istituzioni culturali bizantine, molti dotti fuggono in Occidente e in Italia, dove portarono numerosi testi antichi diffondono l’insegnamento del greco classico, mentre in Grecia rimane vitale solo il greco popolare, quello parlato dai mercanti, nelle campagne e nei villaggi.
Quando nel 1822 la Grecia riconquista la propria indipendenza si avverte la necessita di ricostruire una lingua colta che si riagganci alla gloriosa tradizione passata: nasce cosi una lingua anacronista dai tratti fortemente artificiosi, usata dagli intellettuali e dalle classi superiori e insegnata nelle scuole, cui continua a contrapporsi la lingua del popolo, alla quale peraltro attingono numerosi poeti neogreci. Nel 1976 però viene abolita la καθαρεύουσα ( katharéuusa, lingua pura) e sostituita dalla δημοτική come lingua ufficiale dello Stato greco.

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