Brindisi

Nulla, una schiuma, vergine verso
solo a indicare la coppa;
così al largo si tuffa una frotta
Di sirene, taluna riversa.

Noi navighiamo, o miei diversi
amici, io di già sulla poppa
voi sulla prora fastosa, ne fende
il flutto di lampi e d'inverni:
una bella ebbrezza fìmi spinge
nè temo il suo beccheggiare
in piedi a far questo brindisi
solitudine, stella, scogliera
a tutto quello che valse
il bianco affanno della nostra vela.

Commento
Questa lirica fu composta da Stephane Mallarmè nell'anno 1893 e recita come saluto augurale ad un congresso di scrittori
del quale gli era stata conferita la presidenza. In un secondo momento fu da lui posta all'inizio della definitiva raccolta delle sue poesie, la prima edizione delle quali era uscita nel 1897
Giocata tutta su una fitta trama di analogie e simboli (la tavola imbandita che diventa la nave dei poeti, ad esempio)

la lirica celebra l'attività del poeta come un periglioso navigare, un'avventura intellettuale contrassegnata dall'affanno della ricerca. Ma questo significato della lirica è tradotto in linguaggio rarefatto e calibrato, è illuminato da una fredda luce che elimina ogni residuo sentimentale o oratorio. " Il lettore vi potrà trovare alcuni dei suoi simboli famigliari: schiuma, scogliera, stella; alcuni dei suoi aggettivi prediletti: bianco, vergine;
il suo clima: solitudine, ansia di rischiare avventure del pensiero, di avventure sperimentate fino all'estremo limite"

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