Victor Hugo(1802 - 1885)

A capo del Romanticismo, presente nella lotta politica e sociale del suo tempo e guida degli uomini verso il progresso spirituale e sociale, genio multiforme capace di scrivere in tutti i generi (drammatico, poetico, romanzato…) e in tutti i toni (lirico, satirico, elegiaco…) e di tutti i temi, dal più futile al più impegnato, troviamo Victor Hugo, lo scrittore che ha dominato il XIXesimo secolo, sia per la sua età longeva, sia per la fecondità letteraria. La sua idea di poeta è di un uomo impegnato al servizio del popolo, una guida delle nazioni, un profeta dell’avvenire perché Dio parla attraverso di lui.

••• La vita
•• È nato a Besançon e si trasferisce con la famiglia a Parigi. Qui fa buoni studi e dimostra una grande attitudine al lavoro. La sua vocazione poetica si mostra in fretta: “Voglio essere Chateaubriand o niente”. Si sposa con Adèle Fouchet e ha con lei quattro bambini. Nel 1824 pubblica le Odes e nel 1826 le Odes et Ballades. È subito famoso e ha un animo romantico.

•• Dal 1830 la sua gloria non smette di salire (monter). Scrive moltissimo e di molti genere: teatro (Hernani, Ruy Blas), un romanzo (Notre-Dame de Paris), delle opere liriche (Les Feuilles d’automne, Les Chants du crépuscule, Les Voix intérieures, Les Rayons et les Ombres) e molti articoli di critica. Viene eletto (élu) all’Académie française.
•• Ma due eventi lo allontanano dalla letteratura: la morte accidentale della figlia Leopoldina nel 1843 e la poca fama (fallimento, échec) del dramma Les Burgraves. Rinuncia definitivamente al teatro nel 1843. E alla poesia dal 1840 al 1853. Comincia durante questa “pausa letteraria” la sua carriera politica: è deputato di Parigi all’Assemblea costituente. Fonda il giornale L’Evénemen, favorevole alla candidatura di Napoleone Bonaparte a presidente della République. Dopo le elezioni del 1848, capisce le ambizioni del presidente e il colpo di Stato del 1851 fa crollare tutte le speranze di Hugo, espulso per decreto e non ha altra scelta a quella dell’esilio.
•• L’exil è dal 1851 al 1870 (per tutto il Second Empire) e l’ha fatto crescere artisticamente e sensibilmente. Si rifugia con la sua famiglia e l’attrice Juliette a Jersey (isole inglesi) prima e a Guernesey dopo. Qui lavora e scrive molto dell’insoddisfazione politica: L’Histoire d’un crime, un pamphlet contro Napoléon le Petit (Napoleone III). E Les Châtiments sono ancora più violenti. Scive nel 1856 Les Contemplations, poesie elegiache ispirate dalla morte della figlia Léopoldina. Scrive La Légende des siècles nel 1859, che è l’épopée de l’Humanité. Sempre in esilio pubblica Les Misérables nel 1862, che nasconde un’intenzione sociale: la difesa dei poveri e degli emarginati. La stessa attenzione ai deboli si nota in Les Chansons des rues et des bois, opponendo la jeunesse e la vieillesse, l’ombre e la lumière, come aveva fatto nelle Contemplations. È sempre più celebre e conosciuto in tutto il mondo.
•• Con la caduta dell’Impero, Hugo torna in Francia quando si proclama la République nel 1870 e riceve un’accoglienza trionfale dalla popolazione. Ancora ha un forte ruolo politico. Ma nel 1872 abbandona la carica di deputato per concentrarsi sulla letteratura, pubblicando La Légende des siècles, Quatre-Vingt-Treize (1874) e L’Art d’être grand-père. Nel 1881 Parigi celebra il suo 80esimo compleanno e la sua morte nel 1885 genera un grande dolore: la sua bara è posata sotto l’Arc de Triomphe e il popolo parigino la porta al Panthéon.

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