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Baudelaire, Charles - Corrispondenze (2)

Appunto di Letteratura francese su "Corrispondenze" di Charles Baudelaire. La Natura per Baudelaire è un tempio, una foresta di simboli parlanti all’uomo che però non può capire.

E io lo dico a Skuola.net

Corrispondenze


Charles Baudelaire


La Natura per Baudelaire è tempio, una foresta di simboli parlanti all’uomo, ma che non può capire. Gli alberi sono colonne vive del tempio. Elementi naturali, come gli alberi, mandano dei messaggi, ma arrivano confusi all’uomo che non può capirli con la ragione.

Tema centrale: bisogna porsi dinanzi all’universo non con la conoscenza razionale, ma con la conoscenza arazionale, basata sulle sensazioni, libere da ogni controllo razionale.
La Natura è un mistero per l’uomo, questa è l’idea fondamentale del decadentismo.

Con il progresso scientifico della metà del 1800 si ha una fiducia più ottimistica della condizione umana, fin tanto da pensare che l’uomo non soffrirà mai più (positivismo filosofico); però col passare del tempo l’uomo, attraverso la ragione, comprende che non finirà in questo modo e non si spiega perché non riesce a sottrarsi a questo destino sofferente.
Al positivismo subentra la crisi: l’uomo pensa che la realtà vista sia incomprensibile, perciò afferma sia un mistero per l’uomo che non si da' spiegazioni né con il sentimento (romantici) né con la ragione (illuministi); perciò pensa che tutto ciò che vede sia sola apparenza e che dietro celi una realtà vera che solo l’artista, con una sensibilità superiore a quella degli altri uomini, intuisce; si può solo intuire la presenza del mistero, ma non la sua comprensione.
La Natura, che è familiare all’uomo, gli parla con simboli, rivelando di questa realtà più profonda. Le sue parole arrivano agli uomini come echi che si fondono in un tutt'uno, come luce e buio, non chiari perché accecanti o scuri.
Da qui si ha la rivalutazione del poeta, l’unico in grado di capire i messaggi naturali attraverso la sua conoscenza arazionale.

Nelle terzine descrive i cinque sensi con cui l’uomo può intuire la realtà: profumi (olfatto), come la pelle (tatto), dolci (gusto), come oboe (udito), verdi come le praterie (vista).
L’artista si basa su una conoscenza sensoriale, perciò non avviene con ragione o sentimento. I cinque sensi sono innati nell’uomo, vanno al di là della ragione, sono strumento arazionale per intuire che dietro l’apparenza della realtà sensibile c’è una realtà nascosta, misteriosa.
Questa idea influenzerà la medicina, Freud (inconscio) grazie a cui si ha la psicanalisi, Nietzsche in filosofia (ci sono uomini con una sensibilità eccezionale); da questi scritti nascerà il mito del superuomo a cui si affiderà D’Annunzio in letteratura, Hitler in storia, Picasso in arte; Pirandello afferma: “ ciò che vedo non è ciò che è veramente, ma la forma nascosta” (uno, nessuno, centomila).
Se la realtà non è spiegabile razionalmente, ogni persona la vede a modo suo, l’arte diventa soggettiva.
Quest'idea influenzerà tutta la storia successiva e nasce dall'incrinarsi del positivismo. Questi nuovi artisti inizialmente non furono accettati, ma indicati in modo dispregiativo come decadenti, con loro inizierà un epoca di decadenza.


Analisi:


PRIMA QUARTINA: contiene la dichiarazione solenne e categorica di Baudelaire: la Natura è un tempio, le cui colonne inviano messaggi indistinti. L’uomo ne è immerso, l’attraversa convinto della familiarità della foresta, ma è solo apparenza. Ci sono tre concetti fondamentali:
1. Sacralità della natura (tempio) e, indirettamente, della poesia quale mezzo per penetrare nei misteri;
2. Carattere simbolico della realtà che circonda l’uomo (foresta di simboli);
3. Incapacità dell’uomo di decifrare i messaggi della natura, che arrivano indistinti, nonostante la familiarità delle apparenze.

CONCLUSIONE: impossibilità dell’uomo comune di penetrare con la ragione in questa realtà.

Dominano qui le corrispondenze verticali (alberi):
• Visibile e invisibile;
• Realtà e apparenza.

SECONDA QUARTINA: continuano le corrispondenze con la dicotomia luce/tenebra.
Vi si inseriscono corrispondenze orizzontali: profumi, suoni e colori.

TERZA STROFA: le precedenti corrispondenze si legano in questa terzina con i cinque sensi che si mescolano tra loro (dolce/suono, profumo/colore); create attraverso la sinestesia (mescolanza di sensi diversi), si mettono così in relazione i cinque sensi.

QUARTA STROFA: Si individuano anche profumi di resine come ambra, benzoino (resina della Malesia) e di muschio, incenso. Nell'ultimo verso della terzina vengono messe in relazione le sensazioni fisiche (abbandono dei sensi) con quelle spirituali.

Ritmo
Il ritmo è lento, solenne per sottolineare la sacralità delle affermazioni del poeta. Ogni quartina corrisponde ad un periodo, comunica ordine e chiarezza. Le terzine sono rapide e leggere, presentano un unico periodo dato dal “che”.
L’allitterazione della “S” da' musicalità al testo.

Nell'annunciare i temi Baudelaire rivaluta, implicitamente, la figura del poeta: ne "L’Albatro" il poeta è isolato, escluso dalla società; al contrario, qui è l’unico in grado di decifrare la foresta di simboli. Anche Pascoli arriva alla medesima conclusione: il poeta comprende il linguaggio naturale, perché ha la sensibilità del fanciullino; per Rimbaud invece il poeta comprende i messaggi perché è veggente.
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