I fiori del male

I fiori del male di Charles Baudelaire

I fiori del male di Baudelaire raccoglie più di cento liriche, scritte dal 1840 e pubblicate su riviste. Nella seconda edizione del 1861, Baudelaire aggiunse nuovi testi e divise l’opera in sei sezioni: Noia e ideale; Quadri Parigini; Il vino; I fiori del male; La rivolta e La morte. Le liriche non sono inserite secondo l’ordine cronologico della composizione, ma costituiscono una biografia ideale, un percorso esistenziale che passa dalla consapevolezza della diversità rispetto al mondo esterno; al desiderio di fuga nell’alcol, nei paradisi della droga, negli amori distruttivi. Il poeta arriva alla ribellione contro Dio e al rifiuto totale del mondo con la morte. Il titolo I fiori del male allude a due significati: il primo “fiori” porta alla bellezza che solo l’arte sa realizzare; l’altra il “male” parla del degrado e alla volgarità della società. Nella corruzione del mondo contemporaneo solo l’arte è in grado di produrre bellezza. Il poeta intuisce che c’è una realtà profonda alla quale si può arrivare con la poesia. Per trovare queste zone sconosciute dell’essere e dell’interiorità, il poeta ricorre quindi a un linguaggio nuovo e allusivo. Le parole quindi perdono il loro valore convenzionale che gli viene attribuito, vengono riscoperte nel loro significato allusivo e fonico, diventando quindi simboli che portano a un’altra realtà.

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