••• Il pensiero
•• Appartiene ancora alla generazione romantica, ma è a metà tra romanticismo e realismo.
•• Ha come modello Walter Scott e il suo realismo: a volte descrive una situazione in molte pagine. Tutti i romanzi hanno questa struttura: (1) lenta esposizione, (2) crisi brutale, (3) scioglimento rapido.
I suoi personaggi non sono solo dei tipi umani, ma anche dei tipi sociali. Crede che l’uomo sia determinato dal luogo in cui vive. I suoi personaggi sono anche dei tipi psicologici e la passione è portata all’estremo (l’amore paternale del Père Goriot, l’avarizia del Père Grandet).
•• Nella Comédie humaine Balzac ha voluto dipingere realisticamente la società. Balzac ha il dono dell’osservazione e prima di scrivere come Goldoni lui deve fare degli studi dettagliati, anche sul luogo. Le sue descrizioni sono molto lunghi e permettono di inserire i personaggi dentro un quadro preciso. I suoi personaggi sono vari e fanno “concorrenza allo Stato civile”, perché lui crea tutti i generi di personaggi della società.

Utilizza poi la tecnica del narratore onnisciente e non come i romantici che utilizzano il “je”. Lui quindi può anticipare la storia perché sa già come andrà a finire e la segue come fosse un Dio. Alcune volte entra nella vicenda per esprimere le sue riflessioni.
•• Balzac procede nella sua scrittura per intuizione e immaginazione, ma anche grazie alla documentazione e all’osservazione. Ecco perché i suoi personaggi sono credibili e hanno tutte quelle passioni forti, come l’avarice, l’ambition, le cynisme e anche l’amore (anche se non è il centro della narrazione come lo è per i romantici). Balzac è un Dio nella sua scrittura di mondi e personaggi.

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