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Honoré De Balzac (1799-1850)

Honoré De Balzac è considerato tra i maggiori scrittori francesi del primo Ottocento, nonché il maestro della narrativa realista. La sua opera più nota, La Commedia umana, è un monumentale ciclo di romanzi finalizzato a descrivere, in modo quasi esaustivo, la società francese a lui contemporanea.

Di estrazione borghese abbastanza agiata, De Balzac (1799-1850) studiò in collegio prima a Tours - sua città natale - poi a Parigi, dove si trasferì con la famiglia. Iscritto alla facoltà di giurisprudenza, si impiegò come scrivano in uno studio notarile e a circa vent’anni scoprì la sua vocazione letteraria. In una mansarda del centro parigino compose alcune opere di narrativa popolare, firmandole con gli pseudonimi di Horace de Saint-Aubin e Lord R’Hoone. Queste prove artistiche, tuttavia, non impressionarono la critica, e De Balzac fu persuaso da nuove e diverse attività. Fu editore e stampatore, quindi acquistò una fonderia di caratteri da stampa, commerciò legname e cercò miniere d’argento in Sardegna, ma ogni sforzo si rivelò infruttuoso e gli procurò forti disagi finanziari.

Incoraggiato dalla compagnia di Laure de Berny, una donna matura che gli fu vicina a lungo, De Balzac tornò a scrivere. Spinto da lei, pubblicò nuovi romanzi a proprio nome ed ottenne buoni risultati. La sua attività letteraria divenne quindi frenetica, per rimediare ai debiti accumulati e alle speculazioni errate. Nello spazio di vent’anni De Balzac scrisse quasi 90 romanzi e racconti, riuniti ne La Comédie humaine e suddivisi in Scènes de la vie privée (Scene della vita privata), Scènes de la vie de province (Scene della vita di provincia) e Scènes de la vie parisienne (Scene della vita parigina). Lo scrittore intese realizzare un’opera di 150 romanzi che, in tre filoni distinti, analizzasse la società francese della Restaurazione sotto gli aspetti dei costumi, filosofico e analitico. Volle fornire un’analisi accurata dei tipi umani, convinto che le pressioni sociali diversificassero l’uomo quanto ambiente ed ereditarietà determinavano l’evoluzione naturale.

Lo scrittore morì a Parigi nel 1850, quando il suo immenso piano letterario era completo solo per due terzi.

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