Startup: come dar vita alla propria impresa?

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone

Startup: come nasce un’impresa

Siete convinti di avere l’idea giusta per creare una startup di successo, ma non siete ancora sicuri di come funzioni il mondo della giovane imprenditoria? La prima cosa da fare è informarsi alla perfezione sull’ABC delle startup, dalla loro nascita al loro sviluppo. Come capire se è il caso di scendere in campo, e come scegliere i giusti compagni di avventura? E quali sono le possibilità di finanziamento per un giovane startupper? Skuola.net lo ha chiesto a Domenico Nicolò, professore di Economia Aziendale e Direttore Scientifico del Lab ReTMES, Research Team for Mediterranean Entrepreneurship and Startups dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Il Lab ReTMES è un progetto internazionale che ha come oggetto proprio le giovani imprese e startup che nascono nei paesi di area mediterranea.

UNA STARTUP NASCE DA CREATIVITA’ E IMPEGNO - Innanzitutto, Domenico Nicolò chiarisce che “non tutte le imprese che nascono sono delle "startup", ma soltanto quelle che hanno un elevato potenziale di crescita perché sono frutto di un'intuizione che innova radicalmente, o crea, un mercato”. Poi spiega che i punti da cui cominciare per mettere in piedi una startup sono la creatività e l’impegno: “ Molte startup sono frutto di ricerche e sperimentazioni scientifiche avanzate, ma molte altre nascono da persone comuni, che pensano fuori dagli schemi e che sono capaci di concepire e attuare progetti imprenditoriali con perseveranza”.

IL BUSINESS PLAN: UN VERO ALLEATO - Una volta trovata l’idea, come capire se sarà vincente? “Non ci sono ricette per il successo” – sostiene Nicolò. “Le startup, proprio perché innovative, sono assai vulnerabili nei primi anni di vita. Il business plan è l'unico elemento che consente di capire se una startup è troppo fragile per resistere all'impatto con il mercato.” Grazie al business plan, quindi, è possibile analizzare e “correggere eventuali errori di valutazione prima di dare vita all'impresa”. Ma produrre un ottimo business plan può essere vantaggioso “anche per conquistare la fiducia degli stakeholder che apportano risorse e consensi necessari alla sua realizzazione”.

LA SCELTA DEL TEAM - La nascita di una startup richiede l’impegno di più collaboratori. Ma scegliere con criterio il team che lavorerà insieme è fondamentale per il successo dell’impresa. “Molte startup falliscono a causa dei conflitti che scoppiano tra i componenti del team dei co-fondatori. Per questa ragione è molto importante testare la qualità delle relazioni interpersonali nell'ambito del team, prima di dare vita all'impresa” - sostiene Nicolò

BUDGET INIZIALE: MEGLIO PREVEDERE UNA RISERVA - Per quanto riguarda la ricerca di fonti economiche per dar vita al progetto iniziale, il professore spiega che “l'affermazione nel mercato spesso richiede tempi non brevi e, pertanto, occorre dotare l'impresa di una riserva di liquidità adeguata per fronteggiare le inevitabili perdite iniziali”. Nella fase iniziale, infatti, è importante dotare l'impresa della capacità produttiva “minima” necessaria per avviare la produzione e testare la risposta del mercato. “Soltanto dopo aver messo a punto il prodotto/servizio e verificato l'effettiva sussistenza della domanda da parte dei clienti è possibile effettuare gli investimenti necessari per produrre su larga scala”.

FINANZIAMENTI: LI OTTIENE UN BUON IMPRENDITORE – Ricevere finanziamenti da investitori che credono nella nostra idea è la chiave di volta per spiccare il volo: ma come fare a trovarli? “Una buona idea di business e le doti imprenditoriali necessarie per sfruttarla economicamente sono sufficienti per attrarre le risorse finanziarie che occorrono per far nascere e crescere una startup di successo” – risponde il professore. Un altro sistema vantaggioso di ottenere nuovi fondi è, secondo Domenico Nicolò, il crowfunding. Tuttavia tiene a precisare anche che lo startupper deve soprattutto concentrarsi sull’idea, sul modello di business e sull’analisi di mercato più che alla ricerca di finanziamenti, perché “pensare al sostegno pubblico piuttosto che all'idea imprenditoriale, può essere un grave errore perché distrae lo startupper dal suo compito più importante: mettere a punto un modello di business vincente per creare valore per il cliente".

UN CONSIGLIO? PUNTARE SUL MADE IN ITALY -“Consiglio di pensare fuori dagli schemi, di puntare a creare un'impresa internazionale, facendo leva sui propri talenti e passioni e di perseguire i propri progetti con perseveranza e senza paura” dice Domenico Nicolò. Aggiunge poi che prima di creare un’ impresa bisogna accertarsi che esistano numerosi clienti disposti a dare fiducia, e disponibili a pagare per usufruire i servizi: “Un prodotto che non costa nulla, non vale nulla. Occorre creare prodotti di qualità ai quali il mercato riconosca valore”. Un altro prezioso consiglio di Domenico Nicolò è quello di essere rapidi e concreti, e di essere pronti a lavorare almeno 12 ore al giorno per realizzare il proprio progetto. Per finire, l’invito è quello di dimenticare la Silicon Valley e, invece, sfruttare a pieno tutte le risorse del Made in Italy.

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Carla Ardizzone

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