Historiae

Con le Historiae, in 14 libri (solo 5 pervenuti), Tacito si dedica alla trattazione storica del periodo compreso tra il 69 (anno dei quattro imperatori) e il 96 d.C. (morte di Domiziano).
Quindi Tacito non portò a compimento il progetto di scrivere una storia di Nerva e Traiano; tuttavia esiste un certo parallelismo tra l’ascesa di Traiano e gli avvenimenti del 69 descritti da Tacito: il predecessore di Traiano, Nerva, si era trovato come Galba ad affrontare una rivolta di pretoriani che faceva traballare le basi del suo potere, e come Galba aveva designato per "adozione" un suo successore. L'analogia però si ferma a questo punto: mentre Galba si era scelto come successore Pisone, un nobile di antico stampo poco adatto, Nerva aveva invece consolidato il proprio potere associandosi nel governo Traiano, un capo militare autorevole, comandante dell'armata della Germania superiore.
Altro tema fondamentale e inevitabile fu quello della corruzione del senato e della decadenza della disciplina militare (destinata a diventare calcolato strumento di potere < Tacito insiste sulla inadeguatezza di Otone e Vitellio nella gestione del potere). Tacito comunque prosegue l’analisi storica andando alla ricerca delle cause di questi due fenomeni che presentavano radici profonde e che venivano ricondotte alla grandezza stessa dell’impero. Proprio quest’ultima aveva determinato infatti l’esplosione della potentiae cupido e quindi l’aspirazione ad un potere totale.

I personaggi
Tacito riesce, attraverso la tensione drammatica, a delineare un quadro dettagliato dell’immane tragedia di questa lotta interna per il potere, che emerge perfino dalle singole descrizioni di personaggi come Otone e Vitellio, che vengono descritti nei loro vizi e, soprattutto, nella loro adeguatezza. Importante è anche la descrizione delle masse (sia esercito che popolo) che risulta di grande impatto emotivo/evocativo.
Stile e tecnica narrativa
Il modello cui Tacito fa riferimento è certamente Sallustio (per la tendenza a procedere drammatizzando, per il moralismo, per il ricorso ad uno stile asimmetrico, slegato e anticiceroniano) che tuttavia supera di molto. Tacito dà prova infatti di una grande capacità ovvero quella di tracciare un’approfondita analisi psicologica dei protagonisti e delle azioni rappresentate

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