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Verismo

Nella seconda meta dell’Ottocento, nel mondo occidentale si assiste al grande sviluppo della Scienza e della tecnica: per la mentalità di allora solo ciò che ha una base scientifica sembra valido e moderno.
In campo letterario ciò significa ricercare un’aderenza maggiore alla realtà o ai suoi problemi. Se l'epoca romantica aveva voluto soprattutto esprimere i sentimenti dell’individuo, la sua ansia verso l’infinito, le sue tensioni spirituali, ora sembra importante analizzare Ia nu0va realtà sociale, economica, culturale. Si ritiene che lo strumento più adatto per questa analisi sia la prosa del racconto e del romanzo, che quindi divengono i generi più utilizzati dagli scrittori o più letti dal
pubblico.
Questa nuova corrente letteraria si afferma inizialmente in Francia, d0ve prende il nome di Naturalismo.
Gli scrittori naturalisti, tra cui il piu importante fu Emile Zola, descrissero soprattutto ambienti urbani, soffermandosi su vicende di povertà e di degradazione, con l’intento di denunciarne i più gravi problemi sociali.

In Italia i due scrittori siciliani Luigi Capuana e Giovanni Verga parlano invece di Verismo. Anche secondo loro la letteratura deve affrontare storie e personaggi realistici, partendo dai ceti sociali più bassi e dalle problematiche più elementari questo pero non tanto per una denuncia politica o morale, quanto per raffigurare in modo artistico la realtà universale delle vita umana, basata sulla dura lotta per Ia sopravvivenza. Secondo loro, l’autore non deve intervenire
con commenti o giudizi: sono le storie stesse a presentarsi da sole, a farsi conoscere direttamente al lettore.

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