Vanità

Testo
D’improvviso
è alto
sulle macerie
il limpido
stupore
dell’immensità

E l’uomo
curvato
sull’acqua
sorpresa
dal sole
si rinviene
un’ombra.

Cullata e
piano
franta

Vallone il 19 agosto 1917

Varie interpretazioni
Dopo la distruzione interiore rappresentata dalle macerie, si apre dinnanzì al poeta un lungo cammino alla ricerca di sè stesso e della realtà che si cela dietro le apparenze. L'uomo, guardando la vita rappresentata dall'acqua, si ritrova ad essere un ombra, cioè immagine sfocata, senza identità. Durante la guerra Ungaretti scopre nuovi sentimenti e nuove sofferenze, si sente "cullato" e "franto" dalla vita scoprendo la precarietà della vita e sopratutto quella del soldato in trincea.

Neanche il sole riesce ad illuminarci sul ruolo dell'uomo che riveste nel mondo, a lui rimarrà incomprensibile concepire tutta l'immensità dei misteri.
La guerra opprime l'animo del poeta, gli impedisce di stare tranquillo. In battaglia non c'è un attimo di respiro, il soldato è in tensione continua. Ungaretti assiste ad ogni atrocità e capisce l'assurdità della guerra. Le macerie rappresentano la distruzione sia del paesaggio sia dell'animo umano. Dinnanzì al poeta si presenta uno scenario triste, ma la natura è in grado di confortare e stupire ogni animo. Ungaretti si sente in armonia con il mondo, ma la bellezza del sole e dell'acqua gli fanno capire come l'uomo sia piccolo di fronte l'immensità dell'universo.
L'acqua, simbolo del ciclo della vita, scorre e su di essa si riflette l'immagine fragile e oscura dell'uomo, che fa capire che siamo passegeri in questa natura immortale. Il moto dell'acqua sembra dare conforto, per poi frantumare l'immagine mostrandoci la precarietà dell'uomo e la sua vanità nel mondo.Le macerie denunciano la follia dell'uomo e l'immensità la meravigliosa riscoperta della natura.

Importanza del titolo
Il titolo ha una sua importanza può essere interpretato come l'inutilità dell'uomo oppure come gli uomini si illudono di essere al cetro del mondo si vantano ma non vogliono ammettere di passare inosservate nel silenzio della loro esistenza. Noi siamo costretti a passare come un'ombra, destinati a morire al contrario della natura.

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