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Hunger Games: testo inventato basato sul libro
Monologo
Mia sorella se ne andata. Va bene. Anzi, no: va tutto a rotoli. Ricordo che una volta mia sorella mi a detto che a volte quando si è molto tristi, non si piange perché si soffre così tanto che si va al “ di là delle lacrime”. Mi ricordo le circostanze:Era appena morto mio padre. Sul viso di mia madre scorrevano lacrime, rare, come rugiada su un prato di gigli e viole. Katniss invece non piangeva, riordinava la casa, poi prendeva oggetti già riordinati e li rimetteva a posto, io piangevo. All’inizio non sapevo il perché piangessi, poi non vedendo più tornare mio padre…mi si spezza il cuore al ricordo.

Non so cosa fare. Quando quella spregevole donna disse il mio nome, mi parve che il mondo mi cadesse addosso, dopo tutte le rassicurazioni di Katniss. E allora quest’ultima si era offerta, al posto mio.
So che è possibile dare ai vari concorrenti un regalo, per aiutarli. Ma io non so cosa darle.Non abbiamo soldi, a dir la verità mia madre non ha detto niente sul fatto che se Katniss, non riesco a dirlo, morisse, noi rimarremo senza fonte di guadagno. Ma per ora non ci devo pensare, Katniss mi ha detto che tornerà, e allora tornerà.

Fuori sono tutti in festa cantano canzoni, mi è sempre piaciuto cantare, e a volte, perché no, scrivere canzoni.
Giusto!

Mi sento rianimata, una canzone, una canzone che possa rendere felici mia madre e me,ma soprattutto incoraggiare Katniss.
Mi metto subito al lavoro, le parole mi escono velocissime….
Dopo qualche minuto l’ho finita. Non la rileggo. Esco vado a vedere la festa in corso. Tutti mi notano, in alcuna edizione è accaduto che un parente del prescelto o della prescelta si presentasse alla feste,solitamente erano tutti in lutto.
Canto la mia canzone d’un fiato. Quando termino, nessun fiata, poi tutti si mettono ad applaudire. E’ stato un successo, ma non è questo il punto, io devo incoraggiare mia sorella, lei deve tornare a casa.

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