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Italo Svevo

Hector Shmitz (in arte Italo Svevo) nasce nel 1861 a Trieste da una famiglia di origine ebrairca. Compie studi a indirizzo commerciale, ma approfondisce autonomamente la conoscenza dei classici tedeschi e italiani. Nel 1880 l'impresa paterna fallisce ed egli si impegna verso la finale triestina della Unionback; contemporaneamente collabora con il giornale "L'indipendente" e scrive alcune commedie e novelle.
Nel 1882 pubblica a sue spese il romanzo "Una vita", che firma con lo pseudonimo di "Italo Svevo" per sottolineare la sua doppia appartenenza alla cultura italiana e tedesca. Dopo il matrimonio inizia a a lavorare nella ditta del suocero e a partire dal 1898 abbandona l'attività letteraria per un lungo periodo. Nel 1907 a Trieste conosce lo scrittore irlandese James Joyce che lo incoraggia a scrivere un nuovo romanzao, e tra il 1908 e il 1910 entra in contatto con la teoria psicoanalitica di Sigmund Freud.
Dopo la fine della prima guerra mondiale collabora al triestino "La Nazione" e riprende a scrivere, raggiungendo successo internazionale a metà degli anni venti. Muore nel 1928 in seguito a un incidente stradale. Le più importanti opere di Svevo sono i "Romanzi" cioè Una vita, Senitilla, inizialmente pubblicato a puntate sull'Indipendenza.

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