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Il Romanticismo

Tra la fine del 1700 e la prima metà del 1800 si diffonde in europa un vasto e complesso movimento culturale: il Romanticismo.
Nato in Germania dal movimento di sturm und drang, le idee romantiche trovano presto adesioni in tutta europa, particolarmente in Francia e in Inghilterra.
I romantici rivalutarono la fantasia, il sentimento, la passione, la libertà d'azione e di pensiero del singolo individuo. L'uomo romantico si sente creatura limitata riavverte il bisogno di Dio, sente le sue forze sproporzionate ai propri ideali.
Da qui il pessimismo cioè il sentirsi "vittime" destinate a una vita di dolore e sofferenza.
Pessimismo, impeto vigoroso ed eroico, slancio religioso,passione, esaltazione dei sentimenti nazionali, e sullo sfondo di tutti questi motivi campeggia la natura nella quale l'uomo si rispecchia e ritrova se stesso.
In Italia le idee romantiche iniziano a diffondersi a partire dal 1816 a opera del poeta Barchet.Egli sostiene che la letteratura deve essere popolaree deve esprimere i sentimenti. A tali idee si ispirano anche i poeti e i prosatori italiani che collaborano alla rivista "il Conciliatore", fondata nel 1818.

Il motivo centrale che anima la nostra letteratura romantica è l'ardore patriottico.
L'esponente italiano principale è Leopardi.

Leopardi

Poeta nato a Recanati nel 1798, morto a Napoli nel 1837. Trascorse la sua vita per lo più nella sofferenza e nell’incomprensione generale; in particolare, lo studio “matto e disperatissimo” della sua giovinezza minacciò gravemente la salute del poeta, che ne risentì non solo fisicamente, ma divenne sempre più isolato ed introverso. Lavorò ai Piccoli Idilli: si tratta di piccoli quadri in cui il poeta esprime moti e sentimenti del proprio animo, descrivendo il suo paesaggio interiore.Fra questi ricordiamo L’infinito e Alla luna. In queste liriche due sono i motivi dominanti: il tema dell’infinito, che si concretizza nel desiderio di andare al di là del limite, verso una pura immensità, verso una vita autentica e felice; il tema del ricordo, il quale dà all’uomo il senso di continuità fra passato e presente e gli permette di esercitare la facoltà poetica più importante, cioè l’immaginazione. Nel 1824 compone la parte più consistente delle Operette Morali.
Si tratta di prose, per lo più in forma di dialogo, che rappresentano una sintesi delle principali riflessioni di Leopardi. In particolare, esse segnano il passaggio dal pessimismo storico al pessimismo cosmico. La produzione leopardiana è vasta e problematica; accompagna l’evoluzione di pensiero del poeta che, negli ultimi anni della sua vita, nonostante la definitiva caduta di ogni illusione, afferma l’umana dignità ed il desiderio di un’esistenza più stabile e civile. Elemento cardine della sua ideologia resta comunque la concezione materialistica e pessimistica dell’uomo, inevitabilmente destinato all’infelicità.

Opere:

  • Canti: componimenti liciri
    Operette morali: opera filosofica, pessimismo vita
    Zibaldone: raccolte di note, appunti riflessioni,commenti..

Per il poeta la causa dell'infelicità umana è la natura che viene vista in seguito come "matrigna",malvagia e feroce, in quanto suscitanell'uomo speranze e illusioni che poi delude sempre. Il pessimismo di leopardi da individuale diventa umano e si allarga fino a diventare cosmico. " la gioia è solo momentanea, è cessazione del dolore e al di là del dolore c'è la noia che spegne la voglia di vivere". Ma a salvare il poeta è la poesia.

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