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Rime

Le rime perfette e imperfette e la disposizione delle rime con esempi di celebri poeti come Ungaretti, D'Annunzio, Dante e Petrarca.

E io lo dico a Skuola.net
Le rime

Il ritmo di una poesia è dato anche dalle rime.
Esse possono essere perfette o imperfette.
Le rime perfette sono costituite dalla perfetta eguaglianza della parte finale, a partire dall’accento tonico, di due parole: ad esempio mare-navigare; fiore-stupore.
Quando non c’è l’eguaglianza perfetta si dice rima imperfetta: ad esempio riso-destino oppure vedo-cado.

Inoltre a seconda di come esse sono disposte tra loro, possiamo individuare alcuni schemi metrici:

Rima baciata: rimano due versi consecutivi con schema AA BB CC.
«Una donna s'alza e canta
La segue il vento e l'incanta
E sulla terra la stende
E il sogno vero la prende»
(G. Ungaretti - Canto beduino, vv. 1-4)

Rima alternata: due rime si alternano, secondo lo schema ABAB.
«Lo stagno risplende. Si tace
la rana. Ma guizza un bagliore
d'acceso smeraldo, di brace
azzurra: il martin pescatore...»
(G. Gozzano - L'assenza, vv. 21-24)

Rima incrociata: la disposizione delle rime è a incrocio, secondo lo schema ABBA.
«Non pianger più. Torna il diletto figlio
a la tua casa. È stanco di mentire.
Vieni; usciamo. Tempo di rifiorire.
Troppo sei bianca: il volto è quasi un giglio»
(G. D'Annunzio - Consolazione, vv. 1-4)

Rima incatenata: il primo verso rima con il terzo della prima terzina, il secondo con il primo della seconda terzina, il secondo di questa rima con il primo delle terza terzina, e così via. Il più alto esito di tale schema di rime è la Divina Commedia, interamente strutturata in questo modo. Questo è anche detto terza rima. Schema metrico ABA, BCB, CDC.
«Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e'l modo ancor m'offende.
Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense.
Queste parole da lor ci fuor porte»
(Dante - Divina Commedia - Inf. V, vv. 100-108)

Rime replicate: seguono lo schema ABC ABC e sono utilizzate nelle terzine del sonetto.
«Ma ben veggio or sì come al popol tutto
favola fui gran tempo, onde sovente
di me medesmo meco mi vergogno;
et del mio vaneggiar vergogna è 'l frutto,
e 'l pentersi, e 'l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno»
(Petrarca - Canzoniere, 1, vv. 9-14)

Rime invertite: seguono lo schema ABC CBA e, come le precedenti, si ritrovano nelle terzine del sonetto.
«Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender no la può chi no la prova:
e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d'amore,
che va dicendo a l'anima: Sospira»
(Dante - Tanto gentile e tanto onesta pare, vv. 9-14)
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