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Che cos’è la letteratura fantastica?

Parlando di letteratura fantastica, si intende l’intuizione che, al di là del mondo reale, esista un luogo sconosciuto e pauroso in cui accadono eventi che non possono essere spiegati utilizzando la ragione.
Quando nasce questo genere letterario? Insieme a quale movimento?
La narrazione fantastica è tipica dell’età contemporanea.
Nasce contemporaneamente alla comparsa del movimento letterario dell’Illuminismo, dunque nel Settecento, che spiega la realtà attraverso il lume della ragione, da cui deriva il suo nome.
Che tipo di realtà immagina?
La letteratura fantastica immagina una realtà alternativa, in cui ha vita il soprannaturale, tipico di questo genere.
Una delle situazioni tipiche della narrazione fantastica si ha quando vi è un personaggio che agisce nella realtà, muovendosi in uno spazio che esiste realmente, instaurando rapporti con altri personaggi e, quindi, compiendo azioni facenti parte della vita quotidiana. Ma la vera particolarità del racconto fantastico consiste nell’intrusione di un elemento che capovolge l’equilibrio e che suscita nel personaggio inquietudine, incertezza, timore.
Il personaggio è confuso ed incredulo, tanto da non essere in grado di fornire spiegazioni.
Considera l’accaduto un’allucinazione o un sogno, ma capisce che il fenomeno è del tutto inspiegabile.
Come già accennato, il personaggio tende ad avere paura nel momento in cui è coinvolto in qualcosa di surreale. Questo sentimento, tuttavia, non è indispensabile e, a volte, non compare nella narrazione.
Ciò che è certo è che il lettore ama aver paura. Egli ama, cioè, rabbrividire con il personaggio e si lascia coinvolgere in quella situazione. Questa attrazione per il terrore immaginario è, probabilmente, dovuta al desiderio del lettore di allontanare la possibilità che quell’avvenimento possa accadere realmente e che possa implicarlo.
Contrariamente alla paura, il sentimento di inquietudine è spesso presente nel racconto fantastico. Esso è dovuto alla comparsa di creature fantastiche, come mostri, che aggrediscono il protagonista. Tra questi mostri abbiamo, ad esempio, vampiri, demoni, fantasmi o creature sconosciute. Il protagonista, inoltre, può subire una trasformazione sconvolgente e, dunque, mutarsi in una creatura considerata mostruosa e pericolosa, che, in realtà, ha pensieri e prova sentimenti.
La narrazione fantastica è sovente in prima persona, permettendo al lettore di identificarsi nel personaggio per vivere le sue stesse emozioni. In alcuni casi, è la creatura insolita a prendere la parola o a descrivere la situazione dal suo punto di vista: il lettore, allora, capisce che anche un mostro può soffrire e gioire. Inoltre nella narrazione fantastica è diffuso un clima di mistero. Infatti, un procedimento narrativo utilizzato più volte è l’ellissi, in cui il tempo del racconto è pari a zero. La mancata spiegazione di alcuni eventi aumenta l’inquietudine e lascia libera l’immaginazione. L’effetto di tale reticenza è di suscitare suspense, ovvero un sentimento di incertezza.
Proprio perché frutto della fantasia, le storie fantastiche sono varie e spesso imprevedibili, tuttavia si possono riconoscere nelle trame alcuni temi ricorrenti.
La notte, l'oscurità: Numerosissime sono le storie fantastiche che si svolgono al buio, in particolare quelle di fantasmi,vampiri,lupi mannari. L’ oscurità rappresenta l’ignoto ciò che è impossibile scorgere con i sensi e che quindi ci coglie di sorpresa.
Il sogno: Si tratta di un tema centrale nella narrazione fantastica: la sua funzione è quella di suscitare incertezza, impedendo di tacciare un netto confine tra sonno e veglia. Il personaggio non sa se il fenomeno inspiegabile che sta vivendo sia reale o sognato e la confusione è a volte accresciuta dalla presenza nel mondo reale di oggetti appartenenti alla dimensione del sogno, che testimoniano lo scambio tra le due realtà.
La distorsione dello spazio e del tempo: Una situazione ricorrente nelle storie fantastiche è la sospensione del tempo, o il ritorno degli stessi fatti, o il viaggio a ritroso, o la cancellazione di parti di spazio e la creazione di spazi paralleli a quelli reali.
La metamorfosi: Che un personaggio possa trasformarsi in un altro, o assumere sembianze di bestia, di mostro o di altre entità misteriose è situazione assai inquietante: la reazione del personaggio che subisce la metamorfosi può essere di sorpresa, di disperazione, rassegnazione; quella di chi assiste alla trasformazione di un altro personaggio è per lo più di terrore, ma può anche essere di docile attenzione.

  In definitiva il fantastico nasce dalla consapevolezza che sia illusorio pensare di dominare la realtà con la ragione, deriva dal bisogno di esprimere una specie di ribellione al reale, dando corso a tutti i desideri, i sogni, le tentazioni proibite. Il ricorso al soprannaturale è un modo di trasgredire le regole soffocanti della realtà, lasciando spazio alla fantasia, all’immaginazione, all’incubo per esprimere i propri desideri o scongiurare le proprie paure.

La letteratura fantastica, iniziata alla fine del settecento, si è ampiamente sviluppata nel corso dell’ottocento, con autori come Edgar Allan Poe nato a Boston il 19 gennaio 1809 fu uno scrittore, poeta e giornalista. Nel 1829 pubblica in modo anonimo "Tamerlane and other poems". Invece nel 1832 arrivano i primi successi come scrittore che lo portano nel 1835 ad ottenere la direzione del "Southern Literary Messenger" di Richmond. Poco dopo pubblica innumerevoli articoli, racconti e poesie, senza però ottenere grandi guadagni. In cerca di miglior fortuna decide di trasferirsi a New York.  Edgar Allan Poe muore il 7 ottobre 1849.
Oltre a Poe possiamo trovare Robert Louis Stevenson nato a Edimburgo, Scozia, il 13 novembre 1850, dopo una giovinezza ribelle e in polemica con il padre, studia legge, diviene avvocato ma non eserciterà mai la professione. La nascita della relazione con Fanny coincide con l'inizio dell'impegno a tempo pieno come scrittore. Non passa molto tempo e Stevenson ha l'opportunità di pubblicare i suoi primi racconti. Oltre ai vari racconti inizia a scrivere anche saggi e poesie per vari periodici. Pubblica libri di vario genere, tra cui "Un viaggio nell'entroterra".
Dino Buzzati nasce il 16 ottobre 1906 a San pellegrino di Belluno. Dopo la morte del padre, Buzzati si iscrive al liceo milanese Parini. Il mondo intellettuale Italiano vede il suo ingresso nel 1928, anno in cui entra come praticante nel corriere della sera. Nello stesso anno ha la laurea in giurisprudenza. Nel 1933 pubblica il suo primo romanzo, però il suo più grande successo arriva nel 1940 con “il deserto dei tartari”. I temi principali affrontati da Buzzati nelle sue opere sono i sentimenti della paura, dell’ansia, dell’angoscia e la magia. Il 28 gennaio 1972, muore nella città di Milano.

Tra i massimi esponenti della letteratura fantastica troviamo anche Franz Kafka.
Franz Kafka nasce nel 1883 da un’agiata famiglia ebrea a Praga, all’epoca un vivace centro di cultura dove si parlano il tedesco e il ceco. Frequenta scuole di lingua tedesca e si laurea in Giurisprudenza.
Il suo vero interesse è però la letteratura, a cui si dedica scrivendo racconti e recensioni. Nel 1912 scrive due dei suoi racconti più celebri: La condanna e La metamorfosi. A trentaquattro anni Kafka scopre di essere malato di tubercolosi ed è costretto a viaggiare spesso in diversi sanatori europei.
I rapporti con la famiglia sono difficili, in particolare quelli con il padre. Alla figura paterna troppo severa Kafka attribuisce la responsabilità della propria inettitudine a crearsi una vita autonoma. Nel 1923 si trasferisce a Berlino con la polacca Dora Diamant, ma è costretto a tornare a Praga per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Muore un anno dopo e prima della morte Kafka chiede di bruciare i propri manoscritti.
Motivo ricorrente nell’opera kafkiana è quello della colpa, che i personaggi provano confusamente senza conoscerne l’origine. L’individuo, impotente e schiacciato, è costretto a un’esistenza tragica e solitaria senza libertà di pensiero.
Ne “La metamorfosi di Gregor Samsa” un evento inspiegabile fa irruzione nell’esistenza grigia e ordinaria del commesso viaggiatore Gregor Samsa, che si sveglia una mattina trasformatosi in un insetto. Da quel momento Gregor, che conserva pensieri umani, si trova a dover affrontare la crescente ostilità del mondo che lo circonda, in particolare quella dei suoi famigliari. L’impossibilità di essere utile alla famiglia provoca in Gregor rimorso e senso di colpa. Ogni atteggiamento aggressivo dei famigliari riceve in lui un’interpretazione benevola, mentre le sue reazioni sono sempre equivocate e suscitano terrore. Sempre più isolato e abbandonato anche dalla sorella, Gregor muore, liberando la famiglia dall’impiccio della sua esistenza ormai inutile.

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