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Il Primo Novecento

Dopo i primi anni di benessere scoppiò nel 1914 la Prima Guerra Mondiale, che portò una grave crisi economica in tutta l'Europa e molti morti. Di fronte a tutta questa tristezza molti letterati utilizzarono la letteratura come mezzo per conoscere se stessi e per riflettere su se stessi. I romanzi più famosi di questo periodo sono: "La Coscienza di Zeno" di Italo Svevo e "Il fu Mattia Pascal", "Uno,nessuno e centomila" di Luigi Pirandello.
Questi due letterati furono influenzati dallo studio della psicoanalisi (che analizzava la mente umana) inventata da Freud.
I letterati crearono personaggi che fecero un viaggio dentro se stessi, rivelando i loro pensieri, le loro manie, le loro riflessioni che rendono la loro vita angosciosa e piena di paure. Alla fine però nonostante questa negatività sia Svevo che Pirandello trovano una soluzione. Il protagonista del romanzo di Svevo (Zeno) capisce che il segreto sta nell'accettare se stessi per quello che si è. Il Mattia Pascal di Pirandello va alla ricerca della propria identità. Alla fine del romanzo sente di aver perso la propria individualità come persona, ma la ritrova in tutte le cose della natura con una dimensione religiosa della vita, basata sui sentimenti e sulla solidarietà.

La poesia si caratterizza per il rifiuto della tradizione e la ricerca di forme libere e nuove da parte delle Avanguardie. Il primo Movimento è quello dei Crepuscolari, poi dei Futuristi, che vogliono la rottura col passato attraverso un linguaggio rivoluzionario.

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