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Luigi Pirandello nacque nel 1867 in una ricca famiglia d'Agrigento ( il padre era prorietario di una miniera di zolfo). Compì gli studi a Palermo , Roma e Bonn.
Sotto la suggestione del Verismo , terminò nel 1893 il romanzo L'esclusa. Mentre la sua famiglia subiva un grave tracollo economico e la moglie manifestava i primi segni di follia, Pirandello cominciò a essere conosciuto
anche all'estero grazie alla pubblicazione del romanzo Il fu Mattia Pascal (1904). Nel 1910 esordì come autore teatrale con gli atti unici La morsa e Lumìe di Sicilia , pur senza rinunciare alla narrativa . Risalgono a quel periodo alcune
delle sue novelle più celebri (La carriola, Il treno ha fischiato, La patente) e i romanzi I vecchi e i giovani (1913) e Si gira... (1915) , ribattezzato successivamente Quaderni di Serafino Gubbio operatore. Nel biennio 1916 e 1917 ridusse per il teatro le novelle Pensaci, Giacomino e Liolà, commedie che, da Il berretto a sonagli, La giara, Il piacere

dell'onestà, Così è (se vi pare), vennero accolte con successo. Tra il 1918 e il 1924 furono portate sulla scena dei maggiori teatri italiani ed europei i drammi che decretarono la fama mondiale dell'autore: Il giuoco delle parti, Ma
non è una cosa seria, Tutto per bene, Sei personaggi in cerca d'autore, Enrico IV, Vestire gli ignudi, L'uomo dal fiore in bocca, La vita che ti diedi, Ciascuno a suo modo. In quello stesso periodo, Pirandello iniziò a raccogliere in modo organico le numerosissime novelle che sino ad allora aveva composto e che pubblicò con il titolo Novelle per un anno tra il 1922 e il 1937. Nel 1924, con altri scrittori, fondò il "Teatro dell'Arte", di Roma e l'anno successivo ne assunse
la direzione . Fra il 1927 e il 1931 riscosse nuovi successi con commedie famose, come L'amica delle mogli, La nuova colonia, Come tu mi vuoi, Questa sera si recita a soggetto.
Nel 1934 Pirandello ricevette il premio Nobel per la letteratura ; si spense due anni dopo a Roma esattamente nel 1936.

Il teatro di Pirandello

La foltissima produzione teatrale di Luigi Pirandello è interamente raccolta sotto il titolo Maschere nude. Nel teatro Pirandello portò una rivoluzione radicale, allontanandosi definitivamente dalle vecchie forme sceniche dell'Ottocento, precorrendo i tempi e sconcertando pubblico e critica. Egli stesso espresse chiaramente la coscienza della carica innovativa dei suoi drammi dichiarando : "Teatro serio, il mio. Non è teatro comodo. Teatro difficile, diciamo teatro pericoloso. E' la tragedia dell'anima moderna". Nel complesso mosaico della drammaturgia pirandelliana si possono

individuare i temi più significativi del pensiero del grande autore siciliano:
- l'inesistenza della realtà oggettiva e quindi l'impossibilità di
raggiungere realtà assolute;
- la relativa e la molteplicità delle "forme", cioè delle apparenze , sotto cui ogni individuo si presenta agli altri e secondo le quali è costretto e si costringe a vivere: noi non siamo quello che crediamo di essere, ma quello che
sembriamo, obbligati a recitare sul palcoscenico del mondo, con addosso quella "maschera" che la società e le sue convenzioni ci impongono;
- l'assurdità di una vita ch eappare come gioco di forze misteriose, cosicché ogni uomo è costretto a recitare in solitudine la tragica farsa di un'esistenza senza senso, scritta da una mano sconosciuta.

La patente da Atto unico (1917)
Pirandello genere -- dramma moderno

La patenta fu messa in scena come atto unico per la prima volta nel 1917. Rosario Chiàrchiaro, il protagonista, si trova, suo malgrado, imprigionato in un ruolo sociale che egli è del tutto estraneo. La fama di iettatore che gli abitanti del paese gli hanno irragionevolmente gettato addosso lo ha infatti portato alla rovina economica e alle soglie della pazzia. Quando il suo incartamento giunge sulla scrivania dell'integerrimo giudice D'Andrea, questi pensa che il poveretto abbia scelto di combattere, attraverso un'azione giudiziaria , il pregiudizio di cui è vittima. Tuttavia il giudice, pur
condividendo appieno le ragioni dello sventurato , teme che l'esito del processo possa essergli sfavorevcole e tenta quindi di dissuaderlo dal proseguire . Con sua grande sorpresa, il dialogo con lo iettatore gli rivela invece la sorprendente forma di vendetta che il poveretto ha escogitato e che lo costringe a rivedere i suoi razionali propositi umanitari.Inoltre, appartenente al primo ciclo del teatro pirandelliano, quello cosiddetto del "grottesco", La patente è incentrata sul tema della ferocia con cui il benpensante mondo borghese può stravolgere , in nome dei propri pregiudizi, l''intimità dell'individuo. Il drammatico personaggio di Rosario Chiàrchiaro, solo apparentemente comico, vive in realtà un vero e proprio dramma esistenziale che lo costringe alla più desolata solitudine e indigenza. Vittima innocente del suo ruolo di jettatore, consapevole dell'impossibilità di sottrarsi a tale condizione, egli decide di spingere fino al paradosso gli effetti della sua maschera e, facendone una singolarissima professione, trasforma in ribellione la sua condizione di emarginato. Il giudice D'Andrea quindi, deposte tutte le sue razionali argomentazioni , non può che

condividere, come lo spettatore , le ragioni della lucida follia dello sventurato.

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