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Il treno ha fischiato-Luigi Pirandello


Belluca, ragioniere sottomesso e mansueto, era sottoposto a quotidiane ingerenze e angherie , ad un lavoro stressante e ripetitivo, alle continue lamentele della moglie e delle sue due sorelle, tutte e tre ceche;Tutto ciò unito al caos quotidiano che regnante in casa, alimentato dai bambini delle sue due figlie vedove. Un giorno, dopo aver terminato il lavoro extra, sentì un fischio: un treno in lontananza. Fu come uno squarcio nell’involucro che lo teneva imprigionato: Belluca si ricordò dell'esistenza del mondo, comunque e nonostante i suoi problemi personali ed i suoi dolori. Un mondo, di cui si era dimenticato, preso nel vortice degli eventi della sua quotidiana follia. Così una mattina si presentò in ufficio con un’aria insolita e alla sera quando il capo-ufficio gli chiese il resoconto della giornata, con molta calma rispose :”Niente” e reagì con energia alle sue prepotenze , continuando a ripetere del fischio del treno, tanto che i suoi colleghi, credendo che fosse impazzito, lo trasportato ad un ospizio sotto gli sguardi increduli dei presenti . Solo i suoi vicini di casa, conoscendolo bene, compresero che l' accaduto era la normale conseguenza di un concatenarsi di eventi. Pazzesco era pensare che Belluca avesse sopportato tanto a lungo lo stress lavorativo, l'assurda situazione famigliare , il doppio lavoro che, la notte, lo costringeva a rimanere alzato a ricopiare carte.
“Magari fossi pazzo”, si ripeteva Belluca tra sé, ma non lo era, gli sarebbe bastato evadere dalla realtà per qualche istante, per lo meno con l'immaginazione, tra una carta e l'altra , per poter sopportare meglio la quotidianeità. "Avrebbe esplorato la Siberia, forse? O le foreste del Congo?...non importava, bastava che il treno continuasse a fischiare."
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