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La personalità e l'opera di Francesco Petrarca

Francesco Petrarca (Arezzo, 1304 - Arquà 1374) fu una personalità irrequieta e tormentata, colma di dissidi interiori riscontrabili in vari ambiti:
- spiritualità cristiana e amore profano;
- tendenza a chiudersi in se stesso ma anche ricerca di gloria e fama;
- voglia di conoscenza inappagata, di viaggiare, ma allo stesso tempo voglia di tranquillità.

Con Petrarca abbiamo una figura d'intellettuale nuova: non si parla più d'intellettuale municipale ma di intellettuale cosmopolita, che viaggia nelle diverse città Europee e nelle varie regioni italiane. Non è più l'intellettuale legato al proprio comune (differisce completamente, quindi, da Dante).
Nasce inoltre la figura di intellettuale cortigiano, che vive in varie corti d'Italia per cercare di ricavarne sicurezza materiale, mantenendo sempre però una certa autonomia intellettuale (non si piega alle esigenze letterarie del signore).

Si dedicò a studi giuridici (in adolescenza) e a studi classici,ma ebbe sempre al suo fianco le confessioni di Sant'Agostino, sua guida spirituale. L'amore per i classici lo portò ad usare il latino (non conosceva il greco), voleva infatti ottenere la fama per le sue opere in latino, mentre invece divenne famoso per il Canzoniere.

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