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Novecento - Guerra e poesia

Tra pensieri, parole e sentimenti profondi che riguardano la guerra, quelli che mi hanno colpito di più rimanendo dentro di me, sono stati quelli divulgati da due poeti importantissimi: Giuseppe Ungaretti e Salvatore Quasimodo.
Entrambi hanno voluto lasciare diversi messaggi di pace all’umanità.
Nonostante tutto, oggi le guerre continuano a verificarsi soprattutto in alcuni stati come l’Etiopia, l’Egitto, il Kenya, la Rep. Popolare del Congo, ecc.
Almeno in me hanno impresso qualche cosa di concreto: a mio avviso bisognerebbe veramente riflettere sulle reali capacità dell’uomo.
Soprattutto oggi per comunicare e accettare gli altri e per dirimere atti di razzismo e conflitti. La condizione umana non può prescindere dall’enorme sofferenza della guerra.
Detto ciò, merita una particolare attenzione la ricerca espressiva che Ungaretti intraprese, all'insegna di un rinnovamento formale. Infatti, gli ermetici ricercano la parola essenziale, spogliata di tutti i significati accademici e retorici.

Ma rimane, nonostante questa ricerca, molto di indecifrabile e di segreto nell'uomo, che il poeta non riuscirà comunque a portare fuori dall'abisso.

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