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Giovanni Pascoli - Lavandare

Analisi
La poesia in esame, Lavandare, è tratta dalla raccolta di Mirycae, significativa opera giovanile di Pascoli, autorevole esponente del Decadentismo italiano, movimento fiorito nei primi anni del 1900.
Già l'esordio della lirica: "nel campo mezzo grigio e mezzo nero" ci rimanda al pessimismo pascoliano e di riflesso al pessismismo di molti esponenti del Decadentismo italiano ed europeo.
Il primo '900 è il secolo in cui si avverte, infatti, una profonda crisi di ideali dovuta a tensioni politiche, sociali, ideologiche e culturali che conducono l'uomo ad un senso di smarrimento e una sfiducia negli ideali borghese.
Pertanto il "campo mezzo grigio e mezzo nero" non è nient'altro che l'immagine di solitudine e di abbandono, o meglio, della vita contraddistinta solo da esperienze "grigie e nere" che conducono l'uomo ad abbandonare la voglia di vivere e di affrontare la realtà.

Ma la speranza di sopravvivere alla cruda realtà non occorre mai abbandonarla: "dalla gora viene lo sciabordare delle lavandare con tonfi spessi e lunghe cantilene".

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