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Foscolo, Ugo - Alla sera, parafrasi

Forse perché della fatal quïete
Tu sei l'imago a me sì cara vieni
O sera! E quando ti corteggian liete
Le nubi estive e i zeffiri sereni,
E quando dal nevoso aere inquïete
Tenebre e lunghe all'universo meni
Sempre scendi invocata, e le secrete
Vie del mio cor soavemente tieni.
Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme
Delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
Quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.

Forse perché sei l’immagine della morte Tu o sera vieni a me cosi piacevole Sia d’estate, quando ti accompagnano con serenità le nuvole e la brezza estiva sia d’inverno che promette la neve rechi all’intero universo un inquietante oscurità che sembra non finire mai tu sai raggiungere dolcemente il mio cuore tu mi fai pensare al nulla dopo la morte grazie a questo scorre veloce questo malvagio tempo e con lui passano gli affanni e guardando la tua pace si placa l’animo ribelle che ho dentro me.

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