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Origini della poesia

La parola poesia, dal greco poiesis, significa: creazione, creatività; probabilmente la poesia è nata dalla necessità di aggiungere un suono vocale al ritmo martellante delle musiche primitive. La poesia è nata prima della scrittura: anzi le prime forme di poesia erano essenzialmente orali, come l'antichissimo canto a batocco dei contadini e i racconti dei cantastorie.
Solo molto tempo più tardi, a seguito dell'invenzione della scrittura, parola e musica poterono scriversi in qualche modo e differenziarsi. Fece dunque la sua comparsa, la poesia scritta. Tuttavia la comune parentela con la musica si fa ancora sentire.

[Poesia lirica: da lira, strumento musicale].

Se vogliamo avere un punto di riferimento cronologico, per quanto riguarda almeno la nostra letteratura occidentale, possiamo dire che in Grecia, intorno all' VIII sec. a. C. - e cioè con l'introduzione della scrittura alfabetica - cominciarono a essere messi per iscritto i versi cantati dagli aedi ("Iliade" e "Odissea"). L'accompagnamento musicale della poesia risulta fondamentale in altre epoche ed in altre occasioni, come nella poesia provenzale e trobadorica in età medievale, o in molte forme di poesia popolare, come quella dei cantastorie, o degli odierni cantautori.

La poesia ha cominciato ad essere autosufficiente rispetto alla musica con la diffusione del libro a stampa (inventata da Gutenberg intorno alla metà del XV sec.); in questa fase la lettura si fa progressivamente silenziosa, visiva, e diviene un fatto privato e nei contempo un fenomeno di massa. Attraverso la cultura tipografica, si passa da un pubblico di ascoltatori ad un pubblico di lettori; e la lettura si fa sempre meno a voce alta, divenendo un processo interiore, silenzioso.

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