Isico di Isico
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Poesia Lentamente muore


poesia Lentamente muore di Neruda

Testo Lentamente muore di Pablo Neruda


Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca o colore dei vestiti,
chi non rischia,
chi non parla a chi non conosce.
Lentamente muore chi evita una passione,
chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni;
emozioni che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti agli errori ed ai sentimenti!
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza,
chi rinuncia ad inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia e pace in sè stesso.
Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare,
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di
gran lunga
maggiore
del semplice fatto di respirare!
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di
una splendida
felicità."

Lentamente muore di Neruda


Non si sa bene di chi sia in realtà questa poesia: c’è chi dice che l’autrice sia Martha Medeiros e chi dice che sia di Pablo Neruda.
Neftali Ricardo Reyes Basoalto è noto con lo pseudonimo di Pablo Neruda è considerato una delle voci più elevate della poesia mondiale dei nostri tempi ed è figura, simbolo della lotta di liberazione del popolo cileno; nacque a Paral (Cile) nel 1904. Nel 1923 pubblicò il suo primo libro, Crepuscolario. Nel 1936-1937 visse la tragica esperienza della guerra civile. Nel 1940 divenne console per il Messico e nel 1945 venne eletto Senatore. Quattro anni dopo fuggì dal Cile e viaggiò per l’Unione Sovietica. Nel ’52 si stabilisce a Capri (Italia). Vinse un nobel per la letteratura, morì nel 1973 a Santiago del Cile. Tra le sue opere si ricordano: Residenza sulla Terra, Cento sonetti d’amore, Canto Generale e Confesso che ho vissuto.

"Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine"
Muore chi non cambia mai, chi fa sempre le stesse cose.

"Lentamente muore... chi non parla a chi non conosce"
Muore chi non si esprime, chi è diffidente.

"Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.",
Muore chi non vuole dare una spiegazione a tutto, chi preferisce la razionalità alle passioni e ai sentimenti, chi ha paura di sbagliare.

"Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati."
L'uomo deve essere capace di dar spazio ai propri desideri, ai propri sogni ed ai propri sentimenti, senza sopprimerli con un lavoro non gradito o attenendosi con forza a quelli che sono i luoghi comuni. L’uomo dovrebbe saper tentare, provare, usare la mente sempre ed esclusivamente accompagnata dal cuore.

"Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in sé stesso."
Muore chi non sperimenta, chi non è alla ricerca di nuove conoscenze, chi non sa provare emozioni alla lettura di un buon libro o di una buona musica, chi non tende a migliorare sé stesso.

" Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante."
Non bisogna lamentarsi della propria sfortuna perché c’è sempre un modo per lasciarsi alle spalle le disgrazie, e non bisogna, per amor proprio, non accettare l’aiuto degli altri.

"Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

E’ fondamentale porsi degli obiettivi nella propria vita; non si dovrebbe mai smettere o ostacolare il proprio processo di conoscenza; è opportuno invece che ognuno insegni qualcosa all'altro; questo può avvenire anche nella semplicità di ogni giorno con piccole frasi e accorgimenti detti al momento giusto. I progetti o gli obiettivi portati a buon fine gratificano l'uomo e gli danno la forza di andare avanti.

"Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità."
Come dice un famoso proverbio "La pazienza è la virtù dei forti". Se si è tenaci nel perseguire i propri sogni, i propri obiettivi, le proprie sfide, si giungerà certamente alla felicità.

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