Sapiens 1729 punti

Le tecniche della narrazione

Fabula e intreccio
Fabula: è l'ordine naturale degli eventi, segue la successione temporale (prima e dopo) e logica (prima le cause e poi le conseguenze);
Intreccio: l'ordine in cui sono raccontati i fatti può corrispondere alla fabula oppure non seguirla e, in quest'ultimo caso, si utilizzano flashback, analessi, retrospezione (richiamo a un fatto accaduto in precedenza), flashforward, prolessi e anticipazione (anticipazione di un evento che accadrà in futuro).
Tramite le differenze tra fabula e intreccio si possono ottenere:
- suspense;
- effetto sorpresa.
Questi due effetti sono utilizzati molto nel giallo, insieme all'inizio in medias res, per esempio quando viene scoperto il cadavere senza sapere cos'è successo prima.

Anteriorità, contemporaneità, posteriorità
In base al contesto, bisogna saper mettere i tempi verbali in giusta relazione nel racconto, ovvero nel seguente modo:

Se parliamo di anteriorità rispetto alla frase principale, useremo, per esempio, le seguenti coppie di tempi:
Principale: Io dico che (presente);
Anteriorità: Mario cantò (passato remoto);
Anteriorità rispetto al tempo passato: quando Pino ebbe acceso la luce (trapassato remoto).

In alternativa si possono anche usare presente - imperfetto - trapassato prossimo;
- contemporaneità: presente - presente-passato prossimo;
- posteriorità: presente - futuro semplice - futuro anteriore.

Attenzione: il terzo dei tre tempi esprime sempre anteriorità rispetto al secondo.

Il tempo della narrazione
Qualche definizione:
- arco Temporale: il tempo che scorre nella realtà;
- cronologia assoluta: epoca in cui gli avvenimenti sono collocati;
- collocazione cronologica: è la collocazione della vicenda rispetto a quando la scrive il narratore;
- durata narrativa: è la durata effettiva del racconto (differente dall'arco temporale);
- ellissi: si salta completamente un certo periodo nella storia. Ritmo narrativo veloce;
- sommari: riassunto brevissimo di un lungo periodo di tempo. Ritmo narrativo veloce;
- scena: riporta integralmente un dialogo tra due personaggi grazie a sequenze dialogate. Arco temporale e durata narrativa coincidono;

- pause: si ferma la narrazione per descrivere qualcosa o esporre delle opinioni o delle riflessioni. Ritmo narrativo lento.

Il sistema dei personaggi
Ruoli narrativi:
- Protagonista: personaggio attorno al quale si sviluppa l'azione. Deve raggiungere uno scopo.
- Antagonista: si oppone al protagonista.
Queste due figure si contendono l'oggetto, un qualcosa che può essere concreto o astratto.
- Aiutanti: positivi se sono dalla parte del protagonista, negativi (o oppositori) se favoriscono l'antagonista.
- Destinatario: personaggio che agisce per ottenere l'oggetto.
- Destinatore/Mandante: colui che stabilisce il destinatario dell'oggetto, quindi ouò favorire il destinatario che vuole.
Gerarchia dei personaggi
- Personaggi principali: occupano i ruoli centrali, dunque sono il protagonista e l'antagonista.
- Personaggi secondari: sono in secondo piano (gli aiutanti), ma comunque possono contribuire a modificare il corso degli eventi.
- Comparse: fanno da sfondo alla situazione ma non hanno alcuna influenza nello sviluppo della storia.

Le caratteristiche del personaggio
L'identità
- Fisica: identità anagrafica e aspetto esteriore.
- Sociale: ambiente d'appartenenza, condizioni economiche, abitudini.

- Culturale: attività, professione, studi, conoscenze, interessi.
- Psicologica: sentimenti, carattere.
- Ideologica: concezione della vita, valori ai quali il personaggio conforma il suo comportamento e i suoi giudizi.
Bisogna anche sapere distinguere il personaggio tipo dall'individuo:
- Personaggio tipo (o piatto): statico, non cambia mai opinione o modi, ha delle qualità molto marcate e che non cambiano. Esempi: personaggi delle favole, delle fiabe e dei racconti d'avventura.
- Personaggio individuo (o a tutto tondo): caratterizzato dalla sua evoluzione nell'arco della narrazione, presenta un carattere molto complesso e a tratti contraddittorio.

Rapporto tra personaggi e luoghi
I luoghi, che posso essere reali, realistici o immaginari, sono:
- in sintonia con il personaggio quando rispecchiano i suoi sentimenti (smarrimento-bosco di notte);
- in contrasto quando sono in conflitto con i sentimenti del personaggio.

Il narratore

L'autore può decidere di essere:
- esterno (assente dalla vicenda). In questo caso può adottare:
- Focalizzazione esterna: ne sa più dei personaggi.
- Focalizzazione interna: ne sa quanto uno o più personaggi.
- Focalizzazione zero: ne sa meno dei personaggi.
Può essere palese (mostra le proprie opinioni) o nascosto (usa un tono più distaccato.
Il narratore può anche essere interno alla vicenda, come testimone o protagonista, e ovviamente usa la focalizzazione interna.
Se si parla di narratore interno, bisogna conoscere la differenza tra:
- Io narrante, ovvero il personaggio che sta vivendo la storia e la racconta con le emozioni che prova in quel momento;
- Io narrato, quando chi stato coinvolto nella vicenda parla della stessa a distanza di tempo, con sentimenti probabilmente diversi (e solitamente un tono più distaccato).

Lessico: si useranno termini arcaici per personaggi raffinati,termini dialettali per gli umili, termini colloquiali in testi ironici-umoristici. Tanti aggettivi significa: ricchezza di significati.

Sintassi: per esprimere la psicologia dei personaggi si usano periodi brevi e lineari con molte coordinate, i periodi ampi con molte subordinate si prestano all'analisi di una psicologia complessa.
Usando frasi nominali si accelera il ritmo narrativo.

Punteggiatura:
- rigorosa: equilibrio, certezze ideologiche:
- puntini nei dialoghi: attesa e tensione del personaggio;
- punti interrogativi:incertezza;
-p unti esclamativi: atteggiamento autoritario.

Registrati via email