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I Promessi sposi
Tempo e Luogo
L’azione del romanzo dura due anni (1628-1630) e gli eventi si susseguono nel territorio tra Lecco e Milano, durante la dominazione spagnola.
Genesi ideale o interna
Fra il 1821 e 1822, il Manzoni si interessò vivamente al romanzo storico, creato dallo scozzese Walter Scott, e si convinse che quel nuovo genere letterario gli avrebbe permesso di diventare cronista della vita degli umili e di poter scrivere molto di più sulla riflessione morale e sull’indagine psicologica.
Genesi occasionale o esterna e le tre redazioni
L’occasione esterna che spinse il Manzoni a raccontare le vicende di Renzo e Lucia fu la lettura delle "Storie milanesi" di Giuseppe Ripamonti e del trattato "Sul commercio dei commestibili" di Melchiorre Gioia. Dalle Storie milanesi lo scrittore trasse gli episodi della Monaca di Monza e dell’Innominato. Si dedicò invece alla storia di Renzo e Lucia in seguito alla lettura, nel testo del Gioia, di una grida del 1627. Furono tre le redazioni del romanzo:
- La prima redazione è del 1823 col titolo di "Fermo e Lucia";
- La seconda all’inizio era intitolata "Gli Sposi Promessi" , poi "I Promessi Sposi", fu completata nel 1824 e pubblicata nel 1827;
- La terza edizione invecefu stampata tra il 1840 e il 1842.
Nella prima edizione erano presenti molti difetti: i dati storici erano errati, l’impegno religioso troppo esplicito, il Manzoni decise quindi di sottoporre il romanzo ad un radicale rifacimento, che diede origine alla seconda redazione. Qui molti episodi, che nella prima redazione erano molto lunghi, furono drasticamente ridotti, se non eliminati. A seguito di questi cambiamenti il romanzo divenne un capolavoro, ma il Manzoni non era ancora contento del risultato. Decise quindi di recarsi a Firenze, per "detergere" la lingua del romanzo da impurità dialettali. Venne realizzata quindi la terza edizione de I Promessi sposi.
Il messaggio religioso: la Divina Provvidenza
Il romanzo è incentrato sulla fede cristiana e sull’esistenza di un Dio giusto e misericordioso. Su tutti, buoni e malvagi, la Divina Provvidenza stende la sua misericordia e la sua redenzione e salvezza. Il Manzoni vuole quindi comunicare ai suoi lettori che è impossibile cambiare il nostro destino, poiché è stato già stato "scritto".
Il significato sociale: la valorizzazione degli umili
Data la sua fede religiosa, lo scrittore collocò al centro del suo universo narrativo non i potenti, ma gli umili, ovvero quella parte di umanità che secondo il cristianesimo primariamente accolse e rivisse il messaggio di Cristo. La simpatia del Manzoni per il popolo è insieme pietà e ammirazione. Infatti, egli era un promotore della valorizzazione degli umili e dell’affermazione della dignità umana.
La finzione letteraria
Nell’ introduzione del romanzo, il Manzoni immagina di aver trovato un manoscritto risalente al 600, di cui l’autore è sconosciuto. Egli afferma quindi di aver riscritto tale manoscritto, utilizzando un linguaggio più moderno. Questo dona al Manzoni vari vantaggi:
- la possibilità di attribuire alla storia un fondamento di verità;
- la possibilità di collocare la storia in una dimensione storica precisa (il Seicento);
- la possibilità di disporre di due narratori: l’Anonimo, la cui voce sembra provenire dal passato, e il narratore moderno che commenta semplicemente i fatti.

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